sabato 7 maggio 2016

Cirri



1) Cosa sono

La meteorologia è (se studiata a dovere) una scienza affascinante. Una delle branche della meteorologia con la quale ho avuto a che fare di recente (ovviamente) è la nefologia, ovvero lo studio delle nuvole e dei relativi fenomeni.

Esistono vari tipi di nubi, raggruppabili bene o male in base alle quote a cui si formano. Tra le nubi d'alta quota ai fini del discorso delle scie chimiche, risultano molto interessanti i cirri.

I cirri sono nubi che si possono trovare alle nostre latitudini tra i 5.000 ed i 13.000 metri. Ovviamente questa forbice varia a seconda della latitudine (3.000-8.000 al polo fino ai 6.000-18.000 nelle regioni tropicali).

Sono composte in maniera quasi esclusiva da minuscoli cristalli di ghiaccio. Hanno un aspetto misto a seconda della specie e delle varietà che li caratterizzano, ma generalmente si presentano in scie e ciuffi.



https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/36/Cirrus_sky_panorama.jpg
(da wikipedia)

2) Osservandoli

Dall'osservazione dei cirri si possono ricavare un sacco di dati interessantissimi. Prima di tutto il fatto che siano così bianchi ma risultino quasi trasparenti alla luce solare ci da conferma sulla loro natura cristallina e sulla bassa densità da cui sono composte. Il fatto che qualche volta compaiano dei Cani Solari (Pareli) ci conferma la natura di cristalli di ghiaccio (l'angolo del Parelio dipende dall'angolo di rifrazione specifico del materiale di cui sono composti i cristalli e dall'angolo si può capire di cosa sono fatti, ovvero ghiaccio).

Se ce ne sono parecchi, se tendono ad aumentare in numero mano mano che il tempo passa, e tendono a spostarsi a velocità sostenura, solitamente vuol dire che c'è un fronte caldo in arrivo, il che indica che il tempo meteorologico varierà, e molto probabilmente porterà pioggia leggera ma duratura (è importante ricordare che è una casistica probabile ma non sicura. L'unico modo per effettuare una previsione più corretta è sapere ESATTAMENTE lo stato globale delle condizioni). Se invece sono non troppo estesi e lenti, disposti in maniera più irregolare rispetto ai precedenti, indicano bel tempo mediamente stazionario. Cirri simili a quelli da fronte caldo compaiono anche dopo un temporale, non solo prima di lunghe piogge leggere.

A seconda della specie si possono fare ulteriori considerazioni: i cirrus castellanus, chiamati così perché assomigliano alle mura di un castello, più alte che larghe e con sporgenze in cima, tendono a creare formazioni dense; i cirrus spissatus, composti da ciocche e filamenti, densi abbastanza da oscurare il sole e solitamente indicatori di pioggia a seguire nel giro di meno di una giornata (non perché portino pioggia loro, ma perché indici di un sistema in corso che concluderà con una massa d'aria che si condensa); cirrus fibratus composti da filamenti sottili e lineari senza "ciuffi o ganci"; cirrus uncinus, come i fibratus ma con l'aggiunta di una sorta di gancio a forma di uncino (che ne dà il nome) indici del fatto che alla quota a cui si trovani, ci siano -40/-50 gradi celsius; cirrus floccus, che in fase iniziale sembrano quasi più altocumuli, per via della loro natura a ciuffo e la base irregolare, queste non indicano generalmente precipitazioni.

3) Cirri e scie

Il cirro, quindi come nube, a seconda delle condizioni in cui si forma avrà densità diverse, reazioni diverse rispetto alla luce, una durata diversa, una crescita ed un espansione diversa.

Perché ciò risulta interessante?

Perché un cirro è strutturalmente IDENTICO ad una scia di condensazione.

Una scia di condensazione è composta da cristalli di ghiaccio, esattamente come un Cirro, si forma alle stesse quote ed una volta formata è soggetta alle stesse identiche dinamiche.

La differenza tra cirro e scia è praticamente tutta racchiusa nella loro formazione. Il cirro si forma in maniera completamente naturale. La scia si forma per il passaggio di un aereo.

Il cirro si forma per condensazione dell'umidità presente in quota con un processo che si chiama nucleazione omogenea. La nucleazione e l'accrescimento sono i processi con cui avviene la condensazione in cristalli di ghiaccio. La nucleazione omogenea è quella spontanea e necessita di molta energia per attivarsi e creare il nucleo sul quale agirà poi l'accrescimento. I cirri infatti per generarsi hanno bisogno di una elevatissima umidità relativa e l'aria dev'essere già soprassatura rispetto al ghiaccio.

La scia si forma per condensazione dell'umidità presente in quota e di quella aggiunta come risultato della combustione del motore (idrocarburo legato con ossigeno genera vapore acqueo e anidride carbonica) in un processo che invece si chiama nucleazione eterogenea. Il punto è che il motore espelle anche parecchio particolato incombusto. Certo non una quantità tale da essere visibile, ma le particelle sono comunque milioni per secondo. Questo particolato incombusto fornisce di per sé il nucleo di condensazione e questo permette alla nucleazione eterogenea di avvenire con una quantità di energia minore rispetto a quella omogenea.

Il risultato pratico è che ci vuole un'umidità inferiore rispetto a quella richiesta dai cirri per formarsi, nella generazione di una scia.

4) Considerazioni.

Una volta appurate le differenze di generazione, resta il fatto che cirri e scie (dopo la formazione) sono identici.

Quindi:

I cirri normalmetne perdurano.
I cirri possono produrre strati e inspessirsi
I cirri possono espandersi

Secondo gli sciachimisti, però le scie no. Perché? Perché i cirri che strutturalmente sono identici alle scie, perdurano e si espandono e le scie invece non possono? Perché l'umidità che condensa in un cirro può anche persistere ma si continua a sostenere che le "normale condensa" non può persistere più di un minuto o due?

Inoltre, calcolando che l'umidità relativa necessaria alla formazione spontanea di un cirro è maggiore di quella necessaria ad una scia, risulta ovvio che quando vedo cirri in cielo, se un aereo passerà di lì genererà quasi certamente una scia e con un'umidità così alta, quasi sicuramente questa persisterà o si aggiungerà allo strato che si sarebbe formato comunque.

Se poi consideriamo che dai dati dei satelliti, risulta che i cirri ricoprono il 25% della superficie della terra, vuol dire che il 25% della superficie della terra è ambiente favorevole alla formazione E PERSISTENZA delle scie. (http://rsta.royalsocietypublishing.org/content/361/1804/557.long)

A ciò si aggiunge poi che sempre i satelliti hanno mostrato che larghe porzioni del cielo terso sono in condizioni di sovrasaturazione rispetto al ghiaccio.

Infine a chi dice che non sarebbe possibile vedere una scia di condensa "vera" in quanto troppo in alto, faccio notare che i cirri si vedono benissimo (e sono a quota scia), e si vedono anche all'orizzonte (quindi a più di un centinaio di chilometri dall'osservatore). Perché mai i cirri si vedono abitualmente e le scie non si potrebbero vedere?

5) Conclusioni

Quindi seppur l'osservazione e lo studio delle nuvole naturali (che preesistono gli aerei) ci forniscono informazioni splendide sulla dinamica del tempo, e ci aiutano nella banale considerazione che dato che le nubi sono condensa e dato che le nubi persistono, non ha senso dire che le scie di condensa non possono persistere, non si capisce come mai queste banali informazioni non vengano MAI recepite dagli sciachimisti (o da qualche Maresciallo in congedo) che continuano con le loro asserzioni senza affrontare il problema.

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