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martedì 19 dicembre 2017

Il Genocidio

Il Genocidio
Uno degli scopi delle presunte irrorazioni clandestine, sarebbe quello di ridurre la popolazione (o limitarne l’aumento....). Secondo le fonti sciachimiste queste irrorazioni si starebbero svolgendo dal…… La realtà è che non lo sanno nemmeno loro. Non ci sono fonti precise. Assumiamo come data di partenza del fenomeno sciachimista l’anno 2000, così tanto per fare. Dopo 17 anni che ci spruzzano veleni sulla testa, in teoria qualche risultato dovrebbero averlo raggiunto.

Bene, per vedere se questa strategia sia realmente efficace possiamo andare a vedere i dati sulla mortalità nel mondo e nell'Italia. Il punto in questione è che il numero di morti dovuti alle scie chimiche non è riportato da quasi nessuna delle fonti che divulgano il fenomeno e comunque non in maniera concorde, precisa o puntuale.

Vediamo ad esempio (siamo verso la fine dell’anno) i dati di WorldOMeter di questo 2017 (presi nel momento in cui scrivo l’articolo) così ci facciamo un’idea degli ordini di grandezza di cui parliamo.






Come possiamo vedere la popolazione è in netto aumento. Ad oggi nascono il 241% di persone rispetto quelle che muoiono, e rispetto alla popolazione totale i morti sono lo 0,7%. Per poter avere un decremento di popolazione o si riducono le nascite o le morti devono più che raddoppiare, risultato che al momento sembra essere lontano per un piano di genocidio in atto da almeno 17 anni.

Se andiamo a considerare il tasso di mortalità, ad esempio, in Italia, vediamo che sì negli ultimi 20 anni è cambiato, ma di poco ovvero da 9,6 a 10 punti percentuale e comunque nel corso degli anni la tendenza è a calare. (fonte wikipedia)



Per cui ci si chiede dove sia l’effetto del genocidio silenzioso in atto da parte delle presunte irrorazioni clandestine.

Considerando i numeri in gioco viene subito all’occhio che uscite come quelle di un credente sciachimista secondo cui c’erano 40.000.000 di morti all’anno per colpa delle scie chimiche di cui 12.000.000 solo a new york, sono pura fantasia. (https://attivissimo.blogspot.com/2016/02/il-delirio-del-giorno-le-scie-chimiche.html )

Anche i 68.000 morti in più in Italia del 2015, secondo Marcianò ascrivibili soprattutto alla Geoingegneria Clandestina, (picco effettivamente presente, ma subito rientrato l’anno dopo) sono comunque un numero ridottissimo.

Insomma, anche cercandolo il genocidio, non lo si trova.

Si possono cercare variazioni nelle malattie che secondo i sostenitori della teoria scie chimiche sono causate più o meno direttamente da queste, ed in questo cito l’Alzheimer.

Secondo https://it.wikipedia.org/wiki/Causa_di_morte l’Alzheimer è la quarta causa di morte per frequenza nel mondo. Pur tuttavia, la sua incidenza (in aumento) è collegata all’aumento della popolazione ed alla distribuzione delle età nella popolazione.( http://www.alzheimersanddementia.com/article/S1552-5260(07)00475-X/fulltext )

Si aggiunge a questo che al momento non è stata ancora dimostrata la correlazione tra il morbo e la presenza di alluminio (oltre a non essere vero che questo provenga dalle scie in cielo).
https://www.alzheimers.org.uk/info/20010/risk_factors_and_prevention/1268/metals

Per cui, se non ci sono effetti evidenti nella popolazione né come numero né come incidenza delle malattie, da dove si dovrebbe evincere il “silenzioso genocidio in atto” ?

sabato 7 maggio 2016

Cirri



1) Cosa sono

La meteorologia è (se studiata a dovere) una scienza affascinante. Una delle branche della meteorologia con la quale ho avuto a che fare di recente (ovviamente) è la nefologia, ovvero lo studio delle nuvole e dei relativi fenomeni.

Esistono vari tipi di nubi, raggruppabili bene o male in base alle quote a cui si formano. Tra le nubi d'alta quota ai fini del discorso delle scie chimiche, risultano molto interessanti i cirri.

I cirri sono nubi che si possono trovare alle nostre latitudini tra i 5.000 ed i 13.000 metri. Ovviamente questa forbice varia a seconda della latitudine (3.000-8.000 al polo fino ai 6.000-18.000 nelle regioni tropicali).

Sono composte in maniera quasi esclusiva da minuscoli cristalli di ghiaccio. Hanno un aspetto misto a seconda della specie e delle varietà che li caratterizzano, ma generalmente si presentano in scie e ciuffi.



https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/36/Cirrus_sky_panorama.jpg
(da wikipedia)

2) Osservandoli

Dall'osservazione dei cirri si possono ricavare un sacco di dati interessantissimi. Prima di tutto il fatto che siano così bianchi ma risultino quasi trasparenti alla luce solare ci da conferma sulla loro natura cristallina e sulla bassa densità da cui sono composte. Il fatto che qualche volta compaiano dei Cani Solari (Pareli) ci conferma la natura di cristalli di ghiaccio (l'angolo del Parelio dipende dall'angolo di rifrazione specifico del materiale di cui sono composti i cristalli e dall'angolo si può capire di cosa sono fatti, ovvero ghiaccio).

Se ce ne sono parecchi, se tendono ad aumentare in numero mano mano che il tempo passa, e tendono a spostarsi a velocità sostenura, solitamente vuol dire che c'è un fronte caldo in arrivo, il che indica che il tempo meteorologico varierà, e molto probabilmente porterà pioggia leggera ma duratura (è importante ricordare che è una casistica probabile ma non sicura. L'unico modo per effettuare una previsione più corretta è sapere ESATTAMENTE lo stato globale delle condizioni). Se invece sono non troppo estesi e lenti, disposti in maniera più irregolare rispetto ai precedenti, indicano bel tempo mediamente stazionario. Cirri simili a quelli da fronte caldo compaiono anche dopo un temporale, non solo prima di lunghe piogge leggere.

A seconda della specie si possono fare ulteriori considerazioni: i cirrus castellanus, chiamati così perché assomigliano alle mura di un castello, più alte che larghe e con sporgenze in cima, tendono a creare formazioni dense; i cirrus spissatus, composti da ciocche e filamenti, densi abbastanza da oscurare il sole e solitamente indicatori di pioggia a seguire nel giro di meno di una giornata (non perché portino pioggia loro, ma perché indici di un sistema in corso che concluderà con una massa d'aria che si condensa); cirrus fibratus composti da filamenti sottili e lineari senza "ciuffi o ganci"; cirrus uncinus, come i fibratus ma con l'aggiunta di una sorta di gancio a forma di uncino (che ne dà il nome) indici del fatto che alla quota a cui si trovani, ci siano -40/-50 gradi celsius; cirrus floccus, che in fase iniziale sembrano quasi più altocumuli, per via della loro natura a ciuffo e la base irregolare, queste non indicano generalmente precipitazioni.

3) Cirri e scie

Il cirro, quindi come nube, a seconda delle condizioni in cui si forma avrà densità diverse, reazioni diverse rispetto alla luce, una durata diversa, una crescita ed un espansione diversa.

Perché ciò risulta interessante?

Perché un cirro è strutturalmente IDENTICO ad una scia di condensazione.

Una scia di condensazione è composta da cristalli di ghiaccio, esattamente come un Cirro, si forma alle stesse quote ed una volta formata è soggetta alle stesse identiche dinamiche.

La differenza tra cirro e scia è praticamente tutta racchiusa nella loro formazione. Il cirro si forma in maniera completamente naturale. La scia si forma per il passaggio di un aereo.

Il cirro si forma per condensazione dell'umidità presente in quota con un processo che si chiama nucleazione omogenea. La nucleazione e l'accrescimento sono i processi con cui avviene la condensazione in cristalli di ghiaccio. La nucleazione omogenea è quella spontanea e necessita di molta energia per attivarsi e creare il nucleo sul quale agirà poi l'accrescimento. I cirri infatti per generarsi hanno bisogno di una elevatissima umidità relativa e l'aria dev'essere già soprassatura rispetto al ghiaccio.

La scia si forma per condensazione dell'umidità presente in quota e di quella aggiunta come risultato della combustione del motore (idrocarburo legato con ossigeno genera vapore acqueo e anidride carbonica) in un processo che invece si chiama nucleazione eterogenea. Il punto è che il motore espelle anche parecchio particolato incombusto. Certo non una quantità tale da essere visibile, ma le particelle sono comunque milioni per secondo. Questo particolato incombusto fornisce di per sé il nucleo di condensazione e questo permette alla nucleazione eterogenea di avvenire con una quantità di energia minore rispetto a quella omogenea.

Il risultato pratico è che ci vuole un'umidità inferiore rispetto a quella richiesta dai cirri per formarsi, nella generazione di una scia.

4) Considerazioni.

Una volta appurate le differenze di generazione, resta il fatto che cirri e scie (dopo la formazione) sono identici.

Quindi:

I cirri normalmetne perdurano.
I cirri possono produrre strati e inspessirsi
I cirri possono espandersi

Secondo gli sciachimisti, però le scie no. Perché? Perché i cirri che strutturalmente sono identici alle scie, perdurano e si espandono e le scie invece non possono? Perché l'umidità che condensa in un cirro può anche persistere ma si continua a sostenere che le "normale condensa" non può persistere più di un minuto o due?

Inoltre, calcolando che l'umidità relativa necessaria alla formazione spontanea di un cirro è maggiore di quella necessaria ad una scia, risulta ovvio che quando vedo cirri in cielo, se un aereo passerà di lì genererà quasi certamente una scia e con un'umidità così alta, quasi sicuramente questa persisterà o si aggiungerà allo strato che si sarebbe formato comunque.

Se poi consideriamo che dai dati dei satelliti, risulta che i cirri ricoprono il 25% della superficie della terra, vuol dire che il 25% della superficie della terra è ambiente favorevole alla formazione E PERSISTENZA delle scie. (http://rsta.royalsocietypublishing.org/content/361/1804/557.long)

A ciò si aggiunge poi che sempre i satelliti hanno mostrato che larghe porzioni del cielo terso sono in condizioni di sovrasaturazione rispetto al ghiaccio.

Infine a chi dice che non sarebbe possibile vedere una scia di condensa "vera" in quanto troppo in alto, faccio notare che i cirri si vedono benissimo (e sono a quota scia), e si vedono anche all'orizzonte (quindi a più di un centinaio di chilometri dall'osservatore). Perché mai i cirri si vedono abitualmente e le scie non si potrebbero vedere?

5) Conclusioni

Quindi seppur l'osservazione e lo studio delle nuvole naturali (che preesistono gli aerei) ci forniscono informazioni splendide sulla dinamica del tempo, e ci aiutano nella banale considerazione che dato che le nubi sono condensa e dato che le nubi persistono, non ha senso dire che le scie di condensa non possono persistere, non si capisce come mai queste banali informazioni non vengano MAI recepite dagli sciachimisti (o da qualche Maresciallo in congedo) che continuano con le loro asserzioni senza affrontare il problema.

venerdì 6 maggio 2016

LOGICA

Una delle cose che non ho mai capito, nella faccenda scie chimiche, riguarda l'uso della logica a piacere di chi enuncia quelle che secondo lui sono le problematiche. Faccio un paio di esempi.

Assunto: gli aerei, alle nostre latitudini, producono scie di condensa dai motori solitamente sopra gli 8000 metri di quota.

Questa frase si può considerare (ai nostri fini) generalmente vera. (Sì lo so, non è per nulla precisa... non è la quota ma le condizioni, e non esistono solo le scie degli scarichi dei motori, ma per ora prendiamola come vera)

Una persona vede un aereo a bassa quota che rilascia una scia e deduce dalla frase sopra che tale scia non sia una scia di condensa per via dell'assunto appena detto: SBAGLIATO.

Se vedo un aereo a bassa quota che lascia una scia questo può contraddire l'Assunto in DUE modi:

1) La scia non è di condensa
2) L'aereo non è in realtà a bassa quota

Gli sciachimisti vedono un aereo con scia e invece di dedurre che non sia a bassa quota (cosa in realtà dimostrabile) deducono che la scia non sia di condensa. Questa è una forzatura.

Altro esempio.

Affermazione: prima dell'anno 2000 non si vedevano scie di condensa persistenti.

Se posti una foto (e ce ne sono, più di quante non piaccia ammettere agli sciachimisti) di scie antecedenti all'anno 2000, questo smentisce l'Affermazione (e per implicazione smentisce anche la teoria delle scie chimiche così come postulata). Invece lo sciachimista classico, se vede una foto antecedente all'anno 2000 ne deduce o che sia falsa (trasformando erronamente l'affermazione in assunto) oppure aggiunge alla teoria il punto che allora li stanno irrorando da più tempo di quel che pensano (dimenticandosi che il fatto che ci fosse una data d'inizio era considerata PROVA della natura anomala delle scie).

Se la logica venisse usata col rigore che le si confà, anche gli sciachimisti capirebbero che ci sono una marea di buchi in come è postulato al giorno d'oggi il complotto scie chimiche.

lunedì 4 gennaio 2016

Aerosol

Stavo leggendo alcune preoccupazioni per la supposta “normalizzazione” dei media, ovvero il processo ipotizzato dai sostenitori della teoria del complotto secondo cui il governo o chi per lui ci abituerebbe pian piano a considerare la geoingegneria un bene per venirne fuori che è dal 1995 (o altro anno a piacere) che le scie chimiche esistono e sono un bene. Le preoccupazioni in questione le ho trovate sul sito luogocomune, dove si faceva notare che nel COP21, si proponevano scenari tra cui la “Diffusione di Aerosol”. 


La COP21 è la 21esima Conferenza delle Parti dove si discute attivamente di clima. Cito da Wired “È una conferenza organizzata dalla Convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), un trattato voluto dalla Conferenza sull’ambiente e sullo sviluppo delle Nazioni unite (Unced). Dopo oltre 20 anni di mediazioni quest’anno si intende formalizzare un accordo condiviso e accettato da tutte le nazioni che vi parteciperanno, Italia inclusa.”

L'immagine in questione è:



Ora, il punto è che la parola Aerosol viene sempre interpretata come sinonimo di scie chimiche, in quanto la diffusione di particolato in aria in effetti è un aerosol. Ma il fatto è che aerosol non vuol dire scie chimiche.

Aerosol significa letteralmente “Sospensione in un gas di particelle di piccole dimensioni, liquide o solide. Generalmente il diametro di tali particelle disperse può variare tra 0,001 cm e 1 μm.”

Gli aerosol sono importanti per chi studia meteorologia in quanto gli aerosol più comuni sono nubi e nebbia. Sì, esattamente. Inoltre c'è un altro tipo di aerosol molto importante per chi studia gli effetti del clima, ovvero il particolato atmosferico, che è composto da tutte quelle microparticelle solide di inquinanti organici, residui carboniosi, metalli, fibre e altri composti dispersi nell’atmosfera. Di base viene considerato uno tra i maggiori inquinanti nelle aree urbane.

Se si fa una conferenza sul clima, è OVVIO che tra gli scenari proposti ci sia la diffusione di aerosol, in quanto non è che devono diffondere aerosol ma devono controllare la diffusione di aerosol. (il termine aerosol spaventa parecchio il complottista)

Se si guarda bene la foto, ci sono cose che palesemente non sono inteventi ma AREE DI INTERVENTO, ovvero non credo che “perdita di biodiversità” o “inquinamento prodotti chimici” siano soluzioni, ma problemi, così come la diffusione di aerosol, cosa dovuta all'inquinamento prodotto da mezzi di trasporto ma anche dalle caldaie e da moltissime altre cose.

Inoltre da questo si capisce perché ci siano molti articoli che trattano di clima dove si fa una valutazione degli “aerosol dispersi dagli aerei”..... Perché bruciando combustibile, il risultato è un aerosol. Non ci sono tanti modi di chiamarlo. Naturalmente tutte le volte che c'è la parola aerosol collegata a clima od aerei, si grida subito all'allarme od alla normalizzazione.

E' capitato anche col famoso accordo sul clima Italia Usa dove nei workpackage 6 e 7 si fa riferimento a studio ed osservazione di aerosol. Stanno studiando il clima e l'effetto dell'inquinamento su di esso, cosa dovrebbero guardare? E' ovvio che studino gli aerosol....

Gli aerosol più comuni sono: nuvole, nebbia, foschia, polveri vulcaniche, gas di scarico di mezzi di trasporto, gas di scarico di forni e caldaie, particolato atmosferico, getti di bombolette spray, alcuni estintori antincendio e via discorrendo.

Se si parla di clima e si parla di aerosol, quindi vuol solo dire che chi parla di clima sa quel che dice, non che ci siano ammissioni di alcun genere su scie chimiche e quant'altro. Giusto per chiarire.

venerdì 1 gennaio 2016

Svuotiamo l'oceano e controlliamo il clima!

Natale è passato. L'anno nuovo è incominciato. Alcune cose sono cambiate ed alcune no. Tra quelle che non sono cambiate, sembra che la credulità sulla faccenda Scie Chimiche, nonostante la marea di PROVE che si tratti di una sonora bufala siano state praticamente tutte indicate, non accenni a calare

Sono mesi che non scrivo, ormai disinteressato dalla faccenda scie chimiche, tanto chi viene a dir la sua e a mostrare le solite pluriennali foto di aerei che rilasciano scie (erroneamente presunte anomale) non è mai stato disposto a fare altro se non insultare o ridere pasciutamente di tutte le spiegazioni che gli sono state regalate. Dato che nessuno mi paga (checché se ne dica) ho lasciato perdere la questione. I soliti noti non hanno prodotto nulla di nuovo, se non la stessa roba trita e ri-trita ed a parte qualche nuova locuzione da aggiungere all'elenco ironico delle minacce ricevute, non c'è veramente nulla per cui valga la pena stare a continuare a divulgare.

Se non che, qualcosa di nuovo l'anno l'ha portato. Un caro amico mi ha regalato "What If" di Randall Munroe. Il suo stile ironico nel rispondere a domande assurde mi ha fornito un nuovo spunto, ed ho deciso quindi di scrivere uno spiegone in più. Non prometto un nuovo filone di articoli, anche se la scintilla che credevo morta e sepolta ha mostrato nuova vita.

1) Si può svuotare l'oceano con un cucchiaio?

Il fatto che una cosa sia "tecnicamente" possibile, non vuol dire che sia "realmente possibile".

Riguardo alla domanda in oggetto, la semplice e banale risposta, dato che la domanda non pone limiti di tempo e spazio, è si.

Considerando però le variabili in gioco: sul pianeta terra ci sono qualcosa come 1.400 miliardi di chilometri cubi d'acqua (e per fortuna!). Da questa dovremmo sottrarre la parte che partecipa al ciclo dell'acqua in atmosfera, ovvero 577.000 chilometri cubi, ma dato che è lo 0,000041% del totale la trascuriamo.

Ora un buon cucchiaio, corrisponde mediamente a 15 centimetri cubi. Si fa in fretta a capire quante cucchiaiate servano. Convertiamo 15 cm3 in km3 ovvero 0,000000000000015 km3. (1,5e-14)

Il numero di cucchiaiate è quanta acqua diviso la capienza del cucchiaio quindi 1,4e12 / 1,5 e-14 ovvero 93333333333333333333333333 cucchiaiate e un terzo.

Ammettendo di essere da soli e rapidi, e di fare 3 cucchiaiate al secondo, ci vogliono 986.526.861.717.120.469 di anni. Per intenderci è qualcosa come 71 milioni di volte l'attuale età dell'universo........

Pure se mettessimo tutta la popolazione terrestre a farlo sarebbe comunque un tempo improponibile.

E non abbiamo nemmeno pensato a dove metterla (dato che se la depositassimo sull'intera superficie terrestre copriremmo per intero la superficie con una quantità d'acqua alta più di 7 chilometri e mezzo.

Quindi, si può svuotare l'oceano con un cucchiaio? Sì, ma meglio non provare.

2) Si può controllare il clima?

Beh, questa domanda è un pelo più complessa. Il concetto di "controllo" è ampio e nel linguaggio comune (non in quello scientifico) il concetto di "clima" è ampio a sua volta. Per cui presupporremo alcuni tentativi di controllo non del clima ma semplicemente del tempo atmosferico nelle modalità che vanno per la maggiore nelle teorie complottiste.

Tentativo 1: togliere il sole ad una città.

Vogliamo provare a togliere il sole a Ravenna (città dove abito io) e vogliamo farlo per un tempo di un'ora, spruzzando polvere di Bario (o roba simile) in quota sopra la città.

La superficie di tutto il comune di Ravenna è 652 km2 ma la città da sola è molto meno soprattutto se si esclude l'intera zona industriale. Inoltre difficilmente si può, per quanto abili, creare una forma identica a quella della città, pertanto immaginiamo di inscriverla in un ipotetico cerchio. Fate qualche prova con google maps e scoprirete che riuscirete a farla stare tutta in un cerchio di approssimativamente 3 km di raggio, che fa una superficie totale di 28,274 km2

Ammettiamo di coprirla con una coltre di polvere alta (una volta addensata) 1 micron. Per fare ombra sulla città con quella densità occorrono 28 metri cubi di roba. Ad esempio nel caso di solfato di bario, si parla di 126 tonnellate.

Ci vuole un 747 Cargo con solo mezzo pieno di carburante per sollevarlo, ma comunque un solo aereo riuscirebbe a togliere il sole alla parte cittadina di Ravenna per una breve momento.

Aggiungiamo poi una considerazione: la terra gira ed il sole apparentemente si sposta. Spostandosi il sole si sposta anche l'ombra. Significa quindi che invece di fare un solo cerchio, il nostro aereo dovrebbe fare una strisciata. In un ora il sole si sposta di 360/24 ovvero 15 gradi. Se è vero che il cerchio di polvere lo facciamo a quota cumulo ovvero a 2 km di altezza, l'ombra per terra si sposta di 535 metri nel caso migliore ovvero col sole sulla verticale fino a 114 chilometri nel caso peggiore ovvero verso il tramonto, quindi occorre fare una strisciata in cielo invece di un solo cerchio, il che aumenta di 27 tonnellate di polvere per ogni chilometro di lunghezza della strisciata (ammettendo di farla identica al percorso dell'ombra). Si aggiunge una seconda considerazione, ovvero il vento. Il vento a quota cumulo raggiunge velocità tra i 40 e 50 km/h. Ipotizziamo un vento debole (20 km/h) nel caso migliore della giornata (il sole sulla verticale), per un'ora. Vien fuori che per coprire la città di Ravenna per un'ora servono 711 tonnellate di polvere e già occorrono 6 aerei (grandi come un 747 cargo... gli aerei ipotizzati dai complottisti quali i kc 135 ne tirano su meno, circa 90 tonnellate oppure gli A330 tanker 111 tonnellate).

Questi calcoli fatti in maniera spannometrica, sono validi per una quota di irrorazione di 2 km. Se calcolate che le reali scie che vediamo sono a 10 km di altezza, l'escursione dell'ombra risulta molto più rapida, e quindi la strisciata sarà più lunga di un fattore 5 in entrambe le direzioni. Per coprire la sola parte cittadina di Ravenna per un'ora nel caso migliore con un vento a 20 km/h (in quota non sono praticamente mai così lenti....) ci vogliono 7348 tonnellate di polvere circa, siamo a 60 aerei per una sola ora, nel caso migliore, per la sola città di Ravenna.

Ora, il Nord Italia è 3.500 volte più grande della sola città di Ravenna, e per ricrearne la forma ci vogliono 1356000 tonnellate di Solfato di Bario, senza tener conto dell'espansione dovuta al vento e dalla rotazione del sole (dato che per un po', interesserebbe solo i bordi.

In questo caso occorrono 10.400 aerei 747 cargo per spargere la suddetta polvere...................

Tentativo 2: non far piovere su di una regione.

(per questo tentativo, mi rifaccio ad un post di Mastro Cigliegia che trovate in http://strakerenemy.blogspot.it/2011/05/digital-video-for-dummies-lezione-1.html fra i commenti)

Prendo sempre la mia regione ad esempio, l'Emilia Romagna con i suoi 22451 km2. Ipotizziamo che sia coperta non troppo, una copertura nuvolosa tipica da 1/8 della superficie, ovvero 2806 kmq. Vogliamo impedire che questa piova, con l'uso delle scie chimiche. La tecnica ipotizzata dai complottisti è quella di usare del materiale igroscopico.

Facciam finta di usare Bario puro (perché un ossido di Bario assorbirebbe di meno) che a differenza della realtà reagisca più volentieri con l'acqua che con l'aria (ed in quel caso di nuovo assorbirebbe di meno)  e dimentichiamoci che l'idrossido di bario ottenuto a sua volta reagirebbe con l'anidride carbonica RESTITUENDO una molecola d'acqua, e grazie ai calcoli di Mastro Cigliegia consideriamo che 137g di Bario assorbono 180g di acqua.

Se i cumuli forniranno pioggia moderata, produrranno qualcosa come 5 mm di acqua che corrispondono a 5 kg d'acqua in un metro quadro, ovvero sia 5000 tonnellate d'acqua per chilometro quadrato.

Per asciugare la copertura di 1/8 di emilia romagna, occorrono quindi 10.662.800 tonnellate di Bario. Che vuol dire 96.060 aerei A330 tanker..........

Tentativo 3: controllare un temporale con le onde radio

Ammettiamo che le onde radio davvero possano far qualcosa ai temporali (per la cronaca, no non possono. L'unica cosa che si può fare è tentare di cambiare la temperatura di una nuvola e quindi farla evaporare o condizionare le masse d'aria scaldandole e lo si potrebbe fare spargendo microonde nell'atmosfera, ma anche qui è divertentissimo calcolare le energie in gioco....) e quindi vediamo di controllare un temporale, producendo uno scontro 1 a 1, ovvero di controllare una certa energia cinetica di un temporale che si sposta, con pari potenza in onde radio.

Questa cosa è pura fantascienza, nessuna macchina o sistema ha un rendimento così perfetto, giusto perché lo si sappia. Comunque: un temporale pesa qualcosa come 1.100.000 tonnellate d'acqua. Lo mettiamo in movimento non alla sua massima velocità (ovvero 80 km/h) ma un po' di meno, tipo 60 km/h.

L'energia cinetica di un oggetto si calcola moltiplicando la massa (in kg) per la velocità (in m/s) al quadrato e dividendo per due.  60 km/h sono 16,6 metri al secondo che elevati al quadrato (275,56) per 1.100.000.000 kg fanno 303.116.000.000 Joule.

Altrettanti quindi sono i watt necessari da emettere per controllare il temporale in questione. 303 GW istantanei. Dato che l'Italia produce in media 39,1 GW di potenza istantanea (dai 22 di notti ai 54 massimi di giorno) non basterebbe l'energia elettrica dello stato per un singolo temporale.


Mentre i complottisti continuano a credere che SERIAMENTE si possa controllare il clima, io spero sempre che un giorno qualcuno creda al complotto per svuotare l'oceano con un cucchiaio.

martedì 19 maggio 2015

Prove in 3D - Seconda Parte

Un'altra cosa che si può velocemente verificare, utilizzando un programma di modellazione e rendering 3D, è la capacità o meno di distinguere le tipologie di aereo.

Ho sentito spesso affermare che gli aerei che rilasciano scie, siano aerei militari, e soprattutto, che si vede.

Ci sono due caratteristiche diverse che vengono considerate relativamente al riconoscimento degli aerei, uno è il modello, l'altra è la livrea. In questo post, mi occupo del primo aspetto.

Reimpostiamo la scena come nel post precedente, la telecamera è a 10000 metri sotto gli aeroplani inquadrati, che si trovano in questo caso, tutti alla stessa quota. Le dimensioni sono sempre reali. Ed ecco il rendering della scena in questione.


Cliccate pure sull'immagine per vederla in dimensione intera. Siete in gradi di distinguere quali aerei sono e soprattutto se sono militari o di linea?

L'immagine sopra è con un 50mm, proviamo a cambiare obiettivo, 85mm.



Ora diventa un po' più facile. Ma non è così immediato a meno che non siate molto pratici riconoscere di quali aerei si sta parlando.

Ora usiamo una 85mm, ma con uno zoom digitale 3x (impostazione classica di molte delle videocamere consumer in commercio)




I dettagli sono ancora più chiari, ma bisogna fare molta attenzione, perché la falsa definizione maggiore, può trarre in inganno. Dico che la definizione è falsamente maggiore, in quanto uno zoom digitale corrisponde ad ingrandire l'immagine con un programma di fotoritocco. Il programma non può avere una definizione maggiore della foto che gli date in pasto, per cui, quando ingrandisce un'immagine, semplicemente "inventa" i pixel mancanti, basandosi su quelli reali che ha a disposizione. Questo procedimento si chiama interpolazione ed è fondamentale per effettuare un ingrandimento oltre la risoluzione di una foto.

Quindi, invece che sfruttare lo zoom digitale, cambiamo di nuovo obiettivo. Montiamo un 200mm




Con questo ingrandimento, tutto comincia ad essere molto più chiaro. Chi ha pratica sa distinguere con certezza almeno l'aereo di destra e si è fatto un'idea molto buona su gli altri due.

I dettagli maggiori però si ottengono collegando la macchina fotografica ad un sistema migliore di un tele, come ad esempio ad un telescopio terrestre, simulato qua da un 700mm.




Ora, anche a vista, è molto facile riconoscere i modelli di aereo.

Il primo è un Boeing 767, il secondo un Airbus A330-300, il terzo un Globemaster C17 III

Il terzo è quasi sicuramente un aereo militare, dato che il suo impego di destinazione è il trasporto tattico. Il 767 è quasi certamente un aereo di linea. L'aereo centrale, per assurdo non è determinabile da quella posizione. L'A330 esiste ed è diffuso anche come aereo militare, ed una delle sue configurazioni è proprio quella di tanker. In realtà il mio aereo centrale è probabilmente un aereo di linea, ma occorre guardarlo di fianco, per avere abbastanza informazioni da poter tentare di indovinare. Dato che ho usato aerei bianchi però, non è certa la loro assegnazione.




Infine accludo l'immagine in wireframe, per mostrare (anche se non ce n'è bisogno) che il tutto è fatto col solito software 3D.



Al prossimo spiegone, prenderemo in esame la visibilità ed il riconoscimento delle livree.

giovedì 7 maggio 2015

Prove in 3D - Prima parte



 Quando si parla di quote di aerei, si dice spesso che non si ha la possibilità reale di misurare (la battuta classica è "non sono andato/a lì col metro..."), dimenticandosi però, che con le possibilità di oggi, si può facilmente fare il processo contrario, ovvero predisporre una situazione analoga a quelle che vogliamo verificare, e vedere cosa salta fuori.

La prima cosa da fare, è munirsi di un programma di modellazione e rendering 3D, ed imparare a muoverci i primi passi. Ce ne sono di gratuiti molto potenti (vedi Blender), o anche a pagamento, che però si lasciano usare per 30 giorni (ad esempio 3ds Max).

Io nella mia serie di tentativi userò 3dstudio Max 2013

Dato che non c'è bisogno di imparare a modellare, ma solo di porre gli oggetti e verificare come appaiono in determinate condizioni, si può scaricare un modello di aeroplano già fatto, come ho fatto io. Ve ne sono molti, scaricabili gratuitamente per usi non commerciali.

Io ho trovato un modello 3D, di un airbus A330 con anche la livrea Quantas






Il quale, renderizzato (ovvero lasciando che il programma applichi le texture e calcoli la risposta della luce, ed il risultato dell'inquadratura), si presenta così



Nel programma, comincio ad impostare la scena, come voglio.

Pongo due aerei identici, uno affiancato all'altro, a 200 metri circa di distanza, l'uno dall'altro.



Creo un punto di ripresa (letteralmente, Camera), e scelgo l'obiettivo da utilizzare in mm. Userò un teleobiettivo dato che dovrò riprendere aerei in quota, quindi scelgo un 200mm, che come mi mostra il programma, corrisponde ad un angolo di campo di poco superiore a 5 gradi (considerando una macchina fotografica, a pellicola 35mm classica)



La camera la pongo 10000 metri SOTTO gli aerei, così da simulare la distanza di ripresa, come se stessero volando esattamente sopra di me.




E chiedo al programma di calcolare l'immagine che ne deriva.




Ora, così si presentano due aerei a 10000 metri di quota, ripresi con una macchina fotografica con un tele da 200mm, che però sono uno 200 metri sopra l'altro. Sfido chiunque a dire che ad occhio si vede che sono a quote diverse, e sfido sempre lo stesso chiunque a dire che si vede benissimo che sono alla stessa quota (dato che non lo sono).

Come sempre, basterebbe verificare. Se uno vuol farlo, come abbiamo visto, il modo lo trova sempre.

lunedì 20 aprile 2015

Io non ho foto di scie prima del XXXX

Questa è la prova più schiacciante, secondo gli sciachimisti, che le scie di condensa persistenti, ci sono solo negli ultimi anni.

Il fatto però, che non si sia in grado di determinare bene da quanti anni ci sono queste scie, è come sempre una delle riprove che l'affermazione qui sopra, non vale come prova.

Ma vado nello specifico.

Ho avuto una discussione con un credente delle scie di recente,  che chiameremo UNO (nome di comodo), che afferma di aver visto aerei bassi rilasciare scie in espansione, nella sua vallata dalle parti di Genova, solo da ottobre dell'anno scorso (quindi fine 2014). Che lui si è da sempre sdraiato sul quel prato, che ha sempre fotografato il cielo, e non ha mai visto scie in espansione. Lo proverebbe  il fatto che non possiede foto di scie antecedenti a quella data.

Ora, il fatto che questa non è una prova, lo dimostrano gli sciachimisti stessi.

Prima di discutere con lui, ho discusso almeno con altri due liguri (che chiameremo DUE e TRE), che affermavano che in ligura, certe scie si vedono solo negli ultimi 5 anni. Che loro non hanno foto prima di 5 anni. Però, se loro hanno foto di scie in ligura e nel genovese, dal 2010, come mai UNO non le ha? Quindi DUE e TRE stanno mentendo? No assolutamente!

Quindi, per il momento mi vien da dire che UNO non ha foto antecedenti al 2014 solo perché ha cominciato a fotografare le scie, da quando le ha notate.

Ma DUE e TRE, non tengono conto del lavoro di alcuni ricercatori indipendenti, della zona sanremese, che chiameremo QUATTRO e CINQUE, che hanno notato il fenomeno a loro dire, dal 2005. Loro non hanno foto, antecedenti al 2005, di scie.

Questo però, smentisce DUE e TRE: come mai, QUATTRO e CINQUE, hanno foto di scie antecedenti quelle di UNO, DUE e TRE? SI vede che DUE e TRE, hanno foto di scie, solo da quando han cominciato a notarle.

Ma QUATTRO e CINQUE, pubblicano spesso articoli e testimonianze di altri. Se cercate bene, c'è almeno una persona da loro citata (che chiameremo SEI), che dice di aver foto di scie, dal 2002, anno dell'accordo Berlusconi-Bush. Quindi SEI, smentisce UNO, DUE, TRE, QUATTRO e CINQUE.

A questo si aggiunge che QUATTRO E CINQUE, affermano di aver VISTO (non solo fotografato, ma proprio visto..) la loro prima scia nel 2005.

Sono smentiti a loro volta, da tutti gli altri complottisti, che spesso dicono la frase : "Io me le ricordo bene, le scie di condensa. Le guardavo sempre da piccolo/a, e svanivano in un paio di minuti"

Se loro le vedevano da sempre (ed in genere si parla degli anni '70 o '80), vuol dire che QUATTRO e CINQUE, non sono assidui osservatori del cielo.

Ma tornando alle persistenti, SEI a sua volta, ignora la testimonianza di SETTE, altro credente sciachimista, che ha fotografato alcune scie in espansione, nel 1987...

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDdEBie9dKIUbuSaOBoYNfBj-_R5-L3X5XsjrSj3bopDGiMaeH2zAzFUW0n5Zau5KoZT_1kLGqG14z2PMdgWeH0VgTLSY6Vu6gZa0scvrOaxg1zXiaJPkiAT3eqxeyAYt0sNfIGjxfmTab/s1600/1987.jpg



Ognuno di loro, ha foto di scie, da quando ha comciato ad interessarsene.
Ognuno di loro, smentisce la prova del precedente.
Questa considerazione dovrebbe bastare a capire, che i primi che dovrebbero osservare il cielo, sono proprio gli sciachimisti. E magari capire, che non aver foto di scie prima dell'anno XXXX non prova granché.

Nota 1: Quattro e Cinque, affermano anche che sarebbe, impossibile vedere una scia di condensa reale, perché ad 8000 metri o più, non si vedrebbe. Affermazione questa, che cozza con quanto detto da molti altri sciachimisti, che dicono di aver osservato prima del 2000 (o altro anno a piacere) le scie di condensa vere, che svanivano in un minuto o due. Se erano vere, erano ad 8000 metri o più, ma loro le vedevano lo stesso, checché ne dicano QUATTRO e CINQUE.

Nota 2: Come già asserito, ha più importanza una testimonianza che dice di aver visto, che cento testimonianze che dicono di non aver visto. Se chiedete ai plane-spotters, o ai tecnici del traffico, o agli astrofili di vecchia data, o ai meteorologi, o ai piloti, tutti vi dicono che le scie le hanno viste ben prima del 1995. Ma naturalmente questo, per gli sciachimisti, non conta nulla.

lunedì 5 gennaio 2015

Su la testa, ovvero: osserviamo DAVVERO il cielo - parte 6 FINALE

6) Il Ditometro

L'ultima delle cose che riporto, tra le cose che si possono notare osservando il cielo, è proprio il cosiddetto "Ditometro", ovvero l'utilizzo di un dito della propria mano a braccio teso per "stimare" la quota di un liner.

Ora, "stimare" è un verbo con un significato ben preciso. Il succo della faccenda è avere una conferma "al volo" se l'aereo sia o meno ad alta quota.

Il tutto si basa sulla dimensione angolare di un liner, ovvero l'angolo di campo visivo occupato. Perché è importante l'angolo? Perché l'angolo occupato da qualcosa è DIPENDENTE dal rapporto DIMENSIONE REALE/DISTANZA dell'oggetto stesso, e perché invece è COMPLETAMENTE INDIPENDENTE dal mezzo ottico utilizzato per osservarlo.

Ora, il punto in questione è che con un rapido calcolo, si può verificare che un qualunque liner, che viaggia a 10000 metri, sopra la nostra verticale (con noi a livello del mare) è grande al più mezzo grado (e parlo di un airbus A380).

I calcoli li ho fatti nel 2011, e li trovate qui : http://riccardodeserti.blogspot.it/2011/08/riflessioni-preliminari-sulle.html

Questa metodologia, di prendere un dito come riferimento per una "stima" (e non ovviamente una misurazione precisa) non è stato adottato solo da me. E' stato però reso famoso (e ridicolizzato) dal post del sedicente ricercatore indipendente Rosario Marcianò ( http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://www.tankerenemy.com/2013/12/stima-della-quota-con-metodo-euclideo.html )

In quell'articolo Marcianò, riporta un metodo esatto, ma mostra una foto probabilmente falsificata. E' incredibile che nessuno abbia mai provato il "metodo del mignolo" suggerito. Non una sola volta ho ottenuto il risultato mostrato in foto da Straker. Se il fenomeno fosse vero, non sarebbe male mostrare un video, invece di una foto (più difficilmente falsificabile), e magari un video con molto più di un solo aereo.

Ultimo appunto sul ditometro, vi consiglio caldamente di leggere l'articolo originale da cui è stato preso ovvero http://lidarmax.altervista.org/lidar/_Scie%20Chimiche.php redatto da Massimo Del Guasta - Istituto Nazionale di Ottica (INO) - Consiglio nazionale delle ricerche CNR. Oltre alla parte del sistema di stima, c'è tutta una trattazione sul perché si parla di Bario, sulla sua pericolosità, e molte altre informazioni (tra cui la distribuzione geografica delle concentrazioni, correlata al caso della città di Espanola) veramente interessanti.

7) Conclusioni

Quindi, qui riassumo il tutto dei 5 precedenti spiegoni , ed aggiungo anche le considerazioni già fatte nello spiegone delle "Prove delle scie di condensa"

Osservando il cielo, notando quel che si deve notare e facendo le giuste considerazioni:

a) Le scie all'alba sono illuminate dal sole minuti prima dei cumuli, così come il sole che sorge illumina prima la vetta di una montagna che non la valle. Questo dimostra che le scie non sono a quota cumulo

b) Le scie che paiono a quota cumulo, o addirittura dentro di esse, se osservate, si muovono assieme alle nuvole ad alta quota, e non assieme ai cumuli, ergo non sono investite dallo stesso vento. Questo dimostra che le scie non sono a quota cumulo

c) Il tempo con cui un aereo che rilascia scie, attraversa un certo angolo di cielo, è compatibile con l'alta quota e non con la bassa. Questo smentisce la bassa quota dei liners.

d) Osservando i fenomeni meteorologici, questi presentano tutte le caratteristiche delle scie visibili in cielo, in termini di durata, formazione, persistenza, colore, caratteristiche morfologiche e quant'altro. Questo smentisce la natura anomala delle scie.

e) Osservando davvero il traffico aereo (aiutandosi con un'applicazione tipo flightradar24), si nota la sua continuità, la sua ciclicità, si nota la difficoltà dell'osservazione dello stesso in caso di mancanza di scie e questo smentisce la presunta irregolarità dei voli rilascianti scie.

f) Osservando le grandezze angolari degli aerei osservati si può stimare sempre l'alta quota degli stessi. Questo smentisce la bassa quota dei liners

g) Osservando il gap iniziale che c'è tra le scie ed il punto di rilascio si ha la certezza che le scie siano dovute ad un fenomeno di condensazione.

h) Osservando i pareli e le iridescenze (e conoscendone il reale meccanismo) si può dedurre che le scie (così come i Cirri) siano composte da ghiaccio

i) Osservando il colore delle scie, ed il comportamento della luce in loro presenza, si può notare che è più compatibile col ghiaccio che non con particolato metallico.

j) Osservando come si espandono le scie, (espansione e non solo diradamento) si può evincere che sia un fenomeno di condensazione, dato che la condensa può far condensare altra umidità presente in atmosfera, mentre il particolato metallico non può generare altro particolato metallico.

Quindi: SU LA TESTA, ed il Cielo, OSSERVATELO ma per DAVVERO!!

domenica 4 gennaio 2015

Su la testa, ovvero: osserviamo DAVVERO il cielo - parte 5

5) Traffico aereo

Una comune affermazione degli sciachimisti, è che alcuni giorni non si vedono passare gli aerei che rilasciano scie, altri invece è pieno. Altri affermano, che spesso è "lo stesso aereo che va avanti e indietro".

Quando poi mi dicono di essere degli osservatori del cielo, a questo punto io entro da subito in modalità dubbiosa.

Un'osservazione pedissequa e costante del cielo, mostra proprio l'opposto. Mostra che il traffico aereo c'è tutti i giorni. Bene o male è costante tutti i giorni. E soprattutto è fortemente ciclico.

Non è facile osservarlo, quando il cielo è privo di scie. Questo è normale, dato che il liner più grande che c'è, ovvero un A380, che viaggia a 10000 metri, sopra la nostra verticale, e quindi al massimo della sua grandezza ottica, è grande poco meno di mezzo grado (la Luna Piena è mezzo grado), mentre il campo visivo sopra la nostra testa è svariate decine di gradi.

Se non lo stai cercando, non lo noti. Mentre è ovvio che l'opposto è facilissimo, ovvero con una scia ampia decine di gradi, in cielo, individuabile istantaneamente, è molto più facile vedere l'aereo che ci sta davanti, la scia stessa te lo indica.

Trovare un aereo in cielo, è difficile anche per la cosiddetta "miopia da campo vuoto" ( vedi anche http://www.manualedivolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1575:quel-puntino-nel-blu&catid=57:pilota-oggi&Itemid=81 ), ovvero quando guardi un cielo azzurro senza riferimenti, un campo blu senza niente da vedere, l'occhio non mette a fuoco l'infinito, ma va in posizione di riposo e mette a fuoco ad un metro o poco più. Per cui scorgere un aereo senza scia, passivamente è già difficile di suo, se poi non lo si sta cercando, è quasi impossibile da vedere.

Per questo, consiglio sempre chi osserva il cielo, di utilizzare flightradar24 o planefinder.net e poi andare a verificare i segnali radar che si vedono li sopra, piuttosto che solo il contrario. Una REALE osservazione del cielo, mostra proprio che il traffico è bene o male sempre lo stesso, come quantità e intensità. Varia lungo i mesi e lungo le stagioni, piuttosto che da un giorno all'altro. Voglio ricordare che è stata proprio l'osservazione costante del traffico aereo che ha portato uno dei principali fautori della teoria scie chimiche, a ricredersi ( http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://www.sciechimiche.org/forum/viewtopic.php?t=3071 )

Se poi avete la fortuna di essere in prossimità di una aerovia, proprio l'osservazione continua del cielo, aiuta a confutare che le rotte non siano quelle ufficiali. Sopra la mia officina ad Imola, passa un'aerovia. Spesso, le scie appena formate sono esattamente sopra il luogo in cui lavoro, quando ci sono le condizioni per la formazione.

Infine, mai come questa volta, consiglio di utilizzare almeno un binocolo per osservare gli aerei che passano. Un buon binocolo aiuta ad evitare i problemi di contrasto ottico, dell'espansione del bianco e permette di vedere particolari che spesso ad occhio nudo non si notano, ovvero che le forme e le dimensioni degli aerei che passano sono diverse (non è sempre "lo stesso aereo che va avanti ed indietro") e che anche se da sotto molti aerei sono bianchi, con un po' di fortuna ed attenzione si riescono a notare i colori degli impennaggi di coda, e questo smonta anche che siano aerei bianchi e senza insegne.

Insomma, basta alzare la testa, ed osservare.

sabato 3 gennaio 2015

Su la testa, ovvero: osserviamo DAVVERO il cielo - parte 4

4) I fenomeni meteorologici
Chi si occupa della questione scie chimiche, spesso, adduce come prova della natura "chimica" delle stesse, tutta una serie di presunte anomalie relative alle scie, asserendo che la "condensa non si comporta così".
In genere queste anomalie, sono di qualunque tipo. Si contestano il colore delle scie, la durata, la morfologia in generale, la disposizione e la geometria, le dimensione, la discontinuità e via discorrendo.
Il punto in questione però, è che osservando il cielo, non esiste NESSUN comportamento ritenuto anomalo, che non sia presente in uno o più degli altri fenomeni atmosferici.
a) Il colore - il colore delle scie è determinato principalmente da tre fenomeni luminosi, che sono la riflessione, la diffusione e lo scattering. Senza luce, tutti i fenomeni nefologici, sarebbero di un grigio spento, stile nebbia. Poi a seconda della densità e dello spessore, la luce filtra e si diffonde dentro di esse (attenuandosi ma anche diffondendosi in tutte le direzioni), e la quantità di luce che riesce ad attraversarle ce le mostra bianche anche se col sole non a favore di riflessione. Invece, i raggi del sole che non la attraversano, ma che vengono riflessi (anche in questo caso, quasi in tutte le direzioni) rendono la nube bianca, ma solo a favor di riflessione (tipico il caso del cumulonembo che risulta bianco o scuro a seconda della sua posizione rispetto a noi e rispetto al sole). Infine lo scattering, ovvero il leggero cambio di colore della luce a seconda dell'incidenza dei raggi solari, a volte le fa apparire un pochino più azzurrate, a volte un po' più arrossate. Non c'è reale differenza tra i colori delle nubi ed i colori delle scie.
b) la durata - esistono nubi piccole che durano ore, fronti che durano decine di ore ed a volte giorni. Gli stessi cirri in cielo, morfologicamente (formazione a parte) identici alle scie, durano ore. Non esiste un vero motivo per cui tutte le scie debbano svanire subito, anzi, se in presenza di ambiente soprasaturo, è normale l'espansione. Le scie sono di durata variabile così come, ogni fenomeno meteorologico, è di durata variabile.
Oltretutto ne approfitto per rivangare una breve questione. Quando sento dire che le scie "durano anche più di un giorno...." beh, ad osservarlo DAVVERO il cielo, io in 4 anni, non ho mai visto una scia che sia durata più di un giorno. In quota ci sono dei venti forti, di solito almeno 40 km/h. Prendendo come buona una media di 40, in 24 ore la scia si sarà spostata di 960 km buoni buoni, come fanno a dire che l'hanno osservata per un giorno intero?
c) la morfologia in generale - Azzone nella sua lettera alla rivista Nimbus, parla di caratteristiche che a suo dire non si possono ascrivere a normali scie di condensazione. La cosa è sbagliata e già trattata nello spiegone http://lospiegone.blogspot.it/2014/06/penduli-ed-instabilita-di-crow.html
Ma se osserviamo, esistono fenomeni che, a seconda delle condizioni di formazione, presentano caratteristiche particolari, senza bisogno di geoingegneria, tipo le mammatus (stesso meccanismo di formazione dei penduli) http://www.zingarate.com/foto/le-nuvole-piu-strane-sono-le-nuvole-a-mammelle-foto/mammatus-clouds.html, le street clouds http://earthsky.org/earth/what-are-cloud-streets, e di vari altri tipi http://www.webdesignerdepot.com/2009/10/the-weirdest-clouds-that-youll-ever-see/
d) disposizione e geometria - sì perché la natura ci insegna che la geometria non fa parte di lei, vero? ( https://www.google.it/search?site&tbm=isch&source=hp&biw=1920&bih=932&q=natura+e+geometria )
Un sacco di formazioni nuvolose presentano forme più o meno geometriche, così come anche moltissime invece presentano dinamiche caotiche.
Inoltre, osservando la formazione delle mefistofeliche griglie, osservandola DAVVERO, si nota che non sono gli aerei che passano realmente a griglia, ma è il vento che continuando a spostare le contrail già presenti, ha il maggior peso nella creazione della griglia. Sempre osservando il cielo, si nota che le griglie e le formazioni cosiddette "a tris", sono molto più rare di quanto non si creda. Le figure più frequenti, sono un guazzabuglio di linee che non paiono avere una progettazione alle spalle, come ci si aspetterebbe un traffico aereo standard.
Come ultima considerazione, a chi dice che una griglia è chiara indicazione di volontà antropica, faccio notare che una sola rotta, con aerei distanziati tutti più o meno uguali nel tempo (cosa normale in aerovia, esiste anche una separazione temporale sulla stessa rotta, oltre a separazioni orizzontali e verticali) e un vento più o meno costante, creano tante linee parallele, in condizioni di persistenza. La volontà antropica è la meno probabile in caso di griglie nel cielo.
e) la dimensione - Esistono fronti di dimensioni molto ampie, cicloni ed anticicloni molto ampi, temporali molto ampi e via discorrendo. Li abbiamo sempre viste. Queste sono zone molto ampie di cielo (e per molto ampie si va sull'ordine delle centinaia di chilometri, fino alle migliaia) dove le condizioni per la formazione di nuvole (quindi fenomeni di condensazione) sono presenti in tutta la loro ampiezza.
Pertanto, perché mai non dovrebbero esistere ampie zone di cielo, sovrassature, quindi con condizioni idonee alla formazione ed alla persistenza delle scie? Non è certo la dimensione una valida anomalia.
f) la discontinuità - Capita, a volte, di vedere una copertura nuvolosa molto ampia. Il cielo tutto coperto. Capita inoltre, a volte, di vedere uno o due buchi dentro a questa copertura nuvolosa. La situazione è quindi macrocondizioni costanti, con microcondizioni differenti.
Quindi perché non può succedere, con le scie, che esistano le condizioni per la formazione e persistenza per chilometri (macrocondizioni costanti) e un paio di zone senza condizione per la formazione (microcondizioni differenti) o per la persistenza che causano le tipiche scie on-off?
Inoltre a chi afferma come sia possibile che le condizioni cambino anche in pochi metri, mi domando cosa pensano, quando guardano la nebbia a banchi.
g) iridescenza - Altra anomalia, non solo delle scie. Chi dice che le nubi iridescenti ci sono solo in presenza di scie, o che si vedono solo negli ultimi tempi, dimostra che non è vero che osserva il cielo, dato che come fenomeno è conosciuto da tempo, ed osservabile più frequentemente di quanto si pensi. Inoltre c'è da aggiungere che fenomeni come iridescenza, ed anche pareli, sono indice della composizione di ghiaccio delle scie e delle nubi d'alta quota.
Tutte le presunte "anomalie", imputate alle scie di condensa, si verificano in altri fenomeni meteorologici. Se si osserva il cielo, nulla di quello che capita alle scie (fatta eccezione per la generazione "artificiale") capita esclusivamente a loro. Anche questo, dopo un'attenta osservazione, è più un indizio "contro" l'esistenza delle irrorazioni clandestine che non "a favore"

sabato 27 dicembre 2014

Su la testa, ovvero: osserviamo DAVVERO il cielo - parte 3


3) Velocità

Un'altra cosa che si nota dall'osservazione attenta e puntuale del cielo, e che ci permette di fare una stima pressoché istantanea, relativamente alla quota di un aereo che rilascia scie, è la velocità dell'oggetto osservato, e si può valutare facilmente.

Un aereo di linea qualsiasi, ha una velocità di crociera che varia all'incirca tra gli 850 ed i 950 km/h. Questa velocità rispetto al terreno, dovrebbe tenere conto anche dei venti incontrati in quota, ma ai fini della stima, questo aspetto si può tralasciare.

Ora, mentre osserviamo il cielo, mettiamo le nostre due braccia a 45 ognuna rispetto alla nostra verticale, descrivendo così un angolo totale di 90 gradi tra braccio e braccio.

Se abbiamo la fortuna che un aereo stia passando all'incirca sopra la nostra testa, la sua rotta sarà una retta che interseca le rette generate dalle nostre braccia formando un triangolo, rettangolo, isoscele, cioè con l'angolo al vertice di 90 gradi e due lati uguali.

In questo tipo di triangolo (vedi figura), la base è il doppio esatto dell'altezza, e l'altezza è la quota dell'aereo.

Ora, se prendiamo una velocità dell'aereo media di 900 km/h (è un'approssimazione, lo so, ma rende molto bene l'idea), il tempo che ci mette l'aereo ad andare da un vertice all'altro dipende da quanto è lunga la base, ed essendo la base il doppio dell'altezza, dipende da quanto questo è alto.

Se l'aereo è a 2000 metri, ad attraversare il nostro campo di 90 gradi d'ampiezza, ci metterà

(2km / 900 km/h) x 3600 sec x 2 = 16 secondi

Se l'aereo è ad 8000 metri, ad attraversare lo stesso campo di 90 gradi

(8km / 900 km/h) x 3600 sec x 2 = 64 secondi

Se invece è a 10000 metri

(10km / 900 km/h) x 3600 sec x 2 = 80 secondi.



In buona sostanza, se gli aerei di linea che vedete passare sono bassi, ci mettono circa 16 secondi ad attraversare 90 gradi di cielo, se invece sono alti, ci mettono dai 60 secondi in su, ad attraversare 90 gradi di cielo sopra la vostra testa.

Ecco che se passa un aereo di linea, con una semplice immediata verifica, possiamo valutare subito se sia a bassa od alta quota. Divertitevi a provare.

venerdì 12 dicembre 2014

Su la testa, ovvero: osserviamo DAVVERO il cielo - parte 2

Andiamo avanti, con cosa si nota, osservando il cielo, che smentisce quel che dice la teoria scie chimiche.

2) Parallasse

Questo è un argomento che ho già discusso qui, ma voglio tornarci su, in quanto è una di quelle cose facili da individuare, semplicemente osservando il cielo.

Prima di addentrarci in questo argomento, però, occorre chiarire un semplice concetto, ovvero il vento. In maniera semplificata, il vento è una massa d'aria che si sposta, da una zona di alta pressione, ad una zona di bassa pressione. E' importante capire che è una massa d'aria che si sposta tutta insieme. L'altro concetto che è importante capire, è che quello che si trova DENTRO la massa d'aria, si sposta solidale con essa.

Faccio un esempio: se guardate questo video su youtube

https://www.youtube.com/watch?v=yxB_QUnyiug

notate che le nuvole si spostano tutte assieme, non se ne vede una che arriva e supera le altre. Questo perché sono immerse dentro la stessa massa d'aria, e viaggiano tutte assieme ad essa.

Altro esempio, con le mongolfiere stavolta.

https://www.youtube.com/watch?v=l8YaMK4-MYg

Se osservate bene, si nota parecchio che le mongolfiere alla stessa quota, vanno tutte nella stessa direzione. Infatti, partono tutte bene o male verso l'alto destra (vento vicino a terra), per poi cambiare direzione, riapparire ed andare verso alto sinistra (vento più in quota).

A cosa serve tutto ciò? A capire che ciò che è alla stessa quota, viaggia nella stessa direzione ed alla stessa velocità, salvo un po' di minima turbolenza della massa d'aria (soprattutto vicino al terreno).

Quindi quando vediamo un video come quello che ho girato :

http://youtu.be/jBtSM20q9oQ

notiamo che la scia in questione, SEMBRA attraversare il cumulo. Ma se invece del singolo fotogramma, guardiamo tutto il filmato, anche spostando il cursore per farlo scorrere più veloce, cosa si nota? Che mentre il cumulo resta bene o male nella stessa posizione, la scia si muove più rapidamente lungo la sua stessa direzione, verso sinistra.

Questa è la PROVA che scia e cumulo NON SONO alla stessa quota. Se lo fossero, si muoverebbero assieme.

Divertitevi a notare questo. Ad esempio, in questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=kQekGClN5GE

le contrail persistenti, si muovono ASSIEME alle velature ed alle formazioni nuvolose, TIPICHE dell'alta quota. Mentre in questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=OyBwmatSR5c

soprattutto da dopo il minuto 1:30, si nota molto chiaramente, che i cumuli (in fondo, vicino ai rilievi montuosi) si muovono ad una velocità differente dalle nubi d'alta quota, che invece si muovono ASSIEME alle contrails.

mercoledì 10 dicembre 2014

Su la testa, ovvero: osserviamo DAVVERO il cielo - parte 1

L'informazione sul fenomeno delle scie di condensa, e la smentita sul fenomeno "scie chimiche" passa dallo stesso posto in cui trova le sue fondamenta la teoria stessa "scie chimiche".

Il classico sciachimista, continua a ripetere ossessivamente, di guardare il cielo. Beh, se guardiamo il cielo, è pieno di particolari che ci dicono l'esatto opposto di molte cose sostenute dalla teoria sciachimista, solo che non si deve solo guardare, ma letteralmente: osservare.

1) Scie all'alba

Osservare qualcosa durante l'alba, mentre il sole sorge può fornire dettagli fondamentali. Se osservate una montagna, noterete che i primi raggi del sole (che fa capolino da dietro l'orizzonte) illumineranno la vetta, e via via a scendere mentre il sole continua a sorgere, illumineranno il resto della montagna.

L'alba, come fenomeno che si svolge nel tempo, quindi, indirettamente fornisce informazioni su cosa sia più in alto e più in basso, a seconda di cosa venga illuminato prima o dopo.

Con le nuvole è lo stesso. Molto spesso capita di vedere il cielo già quasi del tutto azzurro, perché i raggi del sole già raggiungono gli strati più alti dell'atmosfera, e le nuvole (i cumuli) ancora scure, perché non raggiute dai raggi solari.

Beh, durante l'alba, se ci sono delle scie, esiste un momento, in cui la scia è già bianca candida, ed i cumuli sono ancora scuri. E questa particolarità, che si nota con la semplice osservazione, fornisce la smentita che le scie sarebbero sotto i cumuli. Osservate le scie all'alba ed avrete questa conferma visiva che le stesse sono più in alto dei cumuli. Inoltre, anche quando sembra che una scia attraversi il cumulo, la differente illuminazione ci fornisce la certezza che non è così, perché se fossero alla stessa quota, i cumuli sarebbero illuminati come le scie.

Vi invito come sempre a verificare di persona, ma intanto vi mostro una foto

http://newlynharbour.co.uk/blog/uploaded_images/nhblog20081127-0021-787966.jpg

presa da questo blog

http://blog.through-the-gaps.co.uk/2008_11_01_archive.html

dove si nota la scia molto chiara, ed i cumuli scuri, all'alba, segno che la stessa è più in alto delle nubi basse.

venerdì 10 ottobre 2014

Odiogena

“stiamo cercando di ABBATTERNE uno”

“Non vi dimenate VERMI VISCIDI, qua verrete sempre e comunque SCHIACCIATI”

“... ai disinformatori, spezzategli le gambe..”

“ma non si riescono ad abbattere?”

“Io ho un modo per fermali, ma non è democratico”

“Stavamo pensando di comprare un lanciarazzi”

“DOVETE MORIRE MALEDETTI CHE IL DIAVOLO VI PORTI VIA”

“voglio un nome, poi al resto (telefono, indirizzo, punto di soccorso più vicino....) ci penso io”

“Abbattiamo un aereo che lascia le scie chimiche!!!”

“Non vorrei offendere nessuno, ma a cazzotti piglierei qualcuno”

Queste e molte altre frasi (ho una corposa raccolta) sono il risultato del sentimento d'odio da parte di chi crede alle scie chimiche, ed è convinto che il governo, i piloti, le compagnie ed altri attori, ci stiano avvelenando mentre i disinformatori cerchino di occultare il tutto.
Non importa che Massimo Santacroce nel suo blog sciemilano.blogspot.com fosse un attivista che combatteva le scie chimiche, e mettendosi a cercare delle prove per un anno intero, abbia infine concluso che si tratti di una bufala.
Non importa che Rev. Stone, uno degli amministratori del forum sciechimiche.org, attualmente ancora combattente contro i poteri forti e contro la “matrice” abbia affermato che dopo anni di studi e osservazione, può affermare che le “scie chimiche” intese come complotto d'irrorazione clandestina, non esistano.
Non importa che l'utente MarcoVì, ex attivista, dopo aver studiato le ricerche di Appleman e aver studiato i radiosondaggi, abbia scoperto che le scie chimiche sono una bufala.
Non importa che a tutt'oggi, alcuni storici attivisti (ancora attivisti) affermino che il discorso della bassa quota degli aerei che rilasciano le scie sia una bufala colossale, che flightradar24 non sia falsificato, e quant'alto, pur continuando a sostenere l'esistenza delle scie chimiche.
Non importa che Leonard Zorbe, attivista ed impegnato ricercatore contro le scie chimiche, tutt'ora alla ricerca della verità, abbia dimostrato che la faccenda della quota degli aerei sia fasulla.
Non importa che le prove che quel che vediamo sia condensa, siano state fornite ( http://lospiegone.blogspot.it/2014/06/le-prove-delle-scie-di-condensa.html )
Non importa che le istituzioni abbiano in realtà dato risposta alle interrogazioni parlamentari ( http://lospiegone.blogspot.it/2014/08/il-silenzio-delle-istituzioni.html )
Non importa che il documento Owning the Weather in 2025 (http://lospiegone.blogspot.it/2014/06/weather-as-force-multiplier-owning.html ) se letto con attenzione, confermi che non sia possibile creare uragani, modificare tempeste e quant'altro.
Non importa che nell'accordo climatico Italia Usa (i cui studi sono già terminati), l'unico esperimento di “manipolazione” ovvero il workpackage 10, si effettui in un piccolo campo con dei TUBI PIANTATI nel terreno, senza nessun aereo ( http://lospiegone.blogspot.it/2014/06/cooperazione-italia-usa-su-scienza-e.html )
Non importa che un sacco di piloti, anche privati, si siano offerti di prestare il loro aereo per andare a fare prelievi in quota, ma nessuno abbia mai accettato.
Non importa che Rosalind Peterson, una delle più attive ricercatrici contro la geoingegneria clandestina, affermi comunque di non avere prove che le scie che vediamo siano qualcosa di diverso dalla condensa. (https://www.youtube.com/watch?v=zOXt0BTOTN0 )
Se lo dice il sig. Marcianò, dev'essere vero. Fa lo stesso se non sia mai riuscito a portare una sola prova concreta della bassa quota degli aerei, esclusa la truffa del telemetro, smascherata dai suoi stessi seguaci (http://sciechimichenote.blogspot.it/2009/01/la-prova-del-telemetro.html )
Se lo dice il Prof. Corrado Penna dev'essere vero. Fa lo stesso se nei suoi articoli sbaglia a fare i conti con la pressione atmosferica dimenticando di mettere i valori per i 10000 metri e falsando i risultati (http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/11/perche-le-scie-di-condensa-non-posso.html ) oppure calcola quanta acqua viene prodotta dai motori di un aereo ( http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/01/e-quanto-inquinano-gli-aerei-e-quanto.html ) contraddicendo platealmente quanto asserito, ad esempio, da Marcianò
Se lo dice il sig. Massimo Mazzucco, dev'essere vero. Fa lo stesso se mentre da una parte usa l'argomento scie chimiche nelle sue conferenze ed afferma che “GLI AMICI DEL CICAP NON RIESCONO A SMONTARE LE 10 PROVE DELL'ESISTENZA DELLE SCIE CHIMICHE”, dall'altra non trova il tempo di rispondere a chi prova a smentire le sue 10 prove (che sono 8, di cui l'ultima è già stata smontata, la 4 sospesa, la 5 smontata da un utente del sito, e la 7ima smontata in un altro topic dello stesso sito) e non produce un documentario sul tema perché “l'argomento lo sminchia”.
Se lo dice il prof. Pattera, dev'essere vero. Fa lo stesso se gli è già stato fatto notare che ha sbagliato l'unità di misura delle sue analisi chimiche, leggendo milligrammi invece di microgrammi, e spacciando una quantità di bario pari al 2% del limite, come una pari a 20 volte il limite, e di conseguenza le sue analisi non provavano nulla.
Se lo dice l'Ex Maresciallo (in congedo) Azzone, dev'essere vero, Fa lo stesso se lui considera le scie chimiche quelle coi penduli, dicendo che non possono ascriversi a normale condensa, ignorando che i suddetti penduli sono documentati da decenni nei manuali di meteorologia (http://lospiegone.blogspot.it/2014/06/penduli-ed-instabilita-di-crow.html )
Se lo dicono tutti i filmati su youtube, dev'essere vero, poco importa se hanno analizzato fango e polvere, spacciandoli per aria ed acqua, e se non hanno mai effettuato una ed una sola misurazione seria della quota “tanto si vede ad occhio”.
Mazzucco nel suo sito dice che “ Il debunker invece rifiuta aprioristicamente la tesi (anche se non lo dice apertamente, questo è ovvio), cerca di “smontare” con puntiglio tutto quello che può, ma si dimentica regolarmente di prendere in considerazione eventuali elementi validi al suo interno.”
A me sembra però, anche che il sostenitore delle scie chimiche, continui ad accusare di genocidio milioni di persone, senza però curarsi minimamente di prendere in considerazione elementi che smentiscono interamente la loro tesi, anche se vengono dagli stessi attivisti, oltre che da quelli che chiamano “disinformatori”.
Chi diffonde questa bufala, è colpevole di generare Odio, e dell'Odio che genera ne é responsabile. Quando un giorno, troppo tardi, qualche imbecille abbatterà un aereo “presunto chimico” e scoprirà di aver fatto fuori della gente innocente, cosa farà... darà la colpa ad internet che lo ha male informato?