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martedì 19 dicembre 2017

Il Genocidio

Il Genocidio
Uno degli scopi delle presunte irrorazioni clandestine, sarebbe quello di ridurre la popolazione (o limitarne l’aumento....). Secondo le fonti sciachimiste queste irrorazioni si starebbero svolgendo dal…… La realtà è che non lo sanno nemmeno loro. Non ci sono fonti precise. Assumiamo come data di partenza del fenomeno sciachimista l’anno 2000, così tanto per fare. Dopo 17 anni che ci spruzzano veleni sulla testa, in teoria qualche risultato dovrebbero averlo raggiunto.

Bene, per vedere se questa strategia sia realmente efficace possiamo andare a vedere i dati sulla mortalità nel mondo e nell'Italia. Il punto in questione è che il numero di morti dovuti alle scie chimiche non è riportato da quasi nessuna delle fonti che divulgano il fenomeno e comunque non in maniera concorde, precisa o puntuale.

Vediamo ad esempio (siamo verso la fine dell’anno) i dati di WorldOMeter di questo 2017 (presi nel momento in cui scrivo l’articolo) così ci facciamo un’idea degli ordini di grandezza di cui parliamo.






Come possiamo vedere la popolazione è in netto aumento. Ad oggi nascono il 241% di persone rispetto quelle che muoiono, e rispetto alla popolazione totale i morti sono lo 0,7%. Per poter avere un decremento di popolazione o si riducono le nascite o le morti devono più che raddoppiare, risultato che al momento sembra essere lontano per un piano di genocidio in atto da almeno 17 anni.

Se andiamo a considerare il tasso di mortalità, ad esempio, in Italia, vediamo che sì negli ultimi 20 anni è cambiato, ma di poco ovvero da 9,6 a 10 punti percentuale e comunque nel corso degli anni la tendenza è a calare. (fonte wikipedia)



Per cui ci si chiede dove sia l’effetto del genocidio silenzioso in atto da parte delle presunte irrorazioni clandestine.

Considerando i numeri in gioco viene subito all’occhio che uscite come quelle di un credente sciachimista secondo cui c’erano 40.000.000 di morti all’anno per colpa delle scie chimiche di cui 12.000.000 solo a new york, sono pura fantasia. (https://attivissimo.blogspot.com/2016/02/il-delirio-del-giorno-le-scie-chimiche.html )

Anche i 68.000 morti in più in Italia del 2015, secondo Marcianò ascrivibili soprattutto alla Geoingegneria Clandestina, (picco effettivamente presente, ma subito rientrato l’anno dopo) sono comunque un numero ridottissimo.

Insomma, anche cercandolo il genocidio, non lo si trova.

Si possono cercare variazioni nelle malattie che secondo i sostenitori della teoria scie chimiche sono causate più o meno direttamente da queste, ed in questo cito l’Alzheimer.

Secondo https://it.wikipedia.org/wiki/Causa_di_morte l’Alzheimer è la quarta causa di morte per frequenza nel mondo. Pur tuttavia, la sua incidenza (in aumento) è collegata all’aumento della popolazione ed alla distribuzione delle età nella popolazione.( http://www.alzheimersanddementia.com/article/S1552-5260(07)00475-X/fulltext )

Si aggiunge a questo che al momento non è stata ancora dimostrata la correlazione tra il morbo e la presenza di alluminio (oltre a non essere vero che questo provenga dalle scie in cielo).
https://www.alzheimers.org.uk/info/20010/risk_factors_and_prevention/1268/metals

Per cui, se non ci sono effetti evidenti nella popolazione né come numero né come incidenza delle malattie, da dove si dovrebbe evincere il “silenzioso genocidio in atto” ?

venerdì 6 maggio 2016

LOGICA

Una delle cose che non ho mai capito, nella faccenda scie chimiche, riguarda l'uso della logica a piacere di chi enuncia quelle che secondo lui sono le problematiche. Faccio un paio di esempi.

Assunto: gli aerei, alle nostre latitudini, producono scie di condensa dai motori solitamente sopra gli 8000 metri di quota.

Questa frase si può considerare (ai nostri fini) generalmente vera. (Sì lo so, non è per nulla precisa... non è la quota ma le condizioni, e non esistono solo le scie degli scarichi dei motori, ma per ora prendiamola come vera)

Una persona vede un aereo a bassa quota che rilascia una scia e deduce dalla frase sopra che tale scia non sia una scia di condensa per via dell'assunto appena detto: SBAGLIATO.

Se vedo un aereo a bassa quota che lascia una scia questo può contraddire l'Assunto in DUE modi:

1) La scia non è di condensa
2) L'aereo non è in realtà a bassa quota

Gli sciachimisti vedono un aereo con scia e invece di dedurre che non sia a bassa quota (cosa in realtà dimostrabile) deducono che la scia non sia di condensa. Questa è una forzatura.

Altro esempio.

Affermazione: prima dell'anno 2000 non si vedevano scie di condensa persistenti.

Se posti una foto (e ce ne sono, più di quante non piaccia ammettere agli sciachimisti) di scie antecedenti all'anno 2000, questo smentisce l'Affermazione (e per implicazione smentisce anche la teoria delle scie chimiche così come postulata). Invece lo sciachimista classico, se vede una foto antecedente all'anno 2000 ne deduce o che sia falsa (trasformando erronamente l'affermazione in assunto) oppure aggiunge alla teoria il punto che allora li stanno irrorando da più tempo di quel che pensano (dimenticandosi che il fatto che ci fosse una data d'inizio era considerata PROVA della natura anomala delle scie).

Se la logica venisse usata col rigore che le si confà, anche gli sciachimisti capirebbero che ci sono una marea di buchi in come è postulato al giorno d'oggi il complotto scie chimiche.

lunedì 4 gennaio 2016

Aerosol

Stavo leggendo alcune preoccupazioni per la supposta “normalizzazione” dei media, ovvero il processo ipotizzato dai sostenitori della teoria del complotto secondo cui il governo o chi per lui ci abituerebbe pian piano a considerare la geoingegneria un bene per venirne fuori che è dal 1995 (o altro anno a piacere) che le scie chimiche esistono e sono un bene. Le preoccupazioni in questione le ho trovate sul sito luogocomune, dove si faceva notare che nel COP21, si proponevano scenari tra cui la “Diffusione di Aerosol”. 


La COP21 è la 21esima Conferenza delle Parti dove si discute attivamente di clima. Cito da Wired “È una conferenza organizzata dalla Convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), un trattato voluto dalla Conferenza sull’ambiente e sullo sviluppo delle Nazioni unite (Unced). Dopo oltre 20 anni di mediazioni quest’anno si intende formalizzare un accordo condiviso e accettato da tutte le nazioni che vi parteciperanno, Italia inclusa.”

L'immagine in questione è:



Ora, il punto è che la parola Aerosol viene sempre interpretata come sinonimo di scie chimiche, in quanto la diffusione di particolato in aria in effetti è un aerosol. Ma il fatto è che aerosol non vuol dire scie chimiche.

Aerosol significa letteralmente “Sospensione in un gas di particelle di piccole dimensioni, liquide o solide. Generalmente il diametro di tali particelle disperse può variare tra 0,001 cm e 1 μm.”

Gli aerosol sono importanti per chi studia meteorologia in quanto gli aerosol più comuni sono nubi e nebbia. Sì, esattamente. Inoltre c'è un altro tipo di aerosol molto importante per chi studia gli effetti del clima, ovvero il particolato atmosferico, che è composto da tutte quelle microparticelle solide di inquinanti organici, residui carboniosi, metalli, fibre e altri composti dispersi nell’atmosfera. Di base viene considerato uno tra i maggiori inquinanti nelle aree urbane.

Se si fa una conferenza sul clima, è OVVIO che tra gli scenari proposti ci sia la diffusione di aerosol, in quanto non è che devono diffondere aerosol ma devono controllare la diffusione di aerosol. (il termine aerosol spaventa parecchio il complottista)

Se si guarda bene la foto, ci sono cose che palesemente non sono inteventi ma AREE DI INTERVENTO, ovvero non credo che “perdita di biodiversità” o “inquinamento prodotti chimici” siano soluzioni, ma problemi, così come la diffusione di aerosol, cosa dovuta all'inquinamento prodotto da mezzi di trasporto ma anche dalle caldaie e da moltissime altre cose.

Inoltre da questo si capisce perché ci siano molti articoli che trattano di clima dove si fa una valutazione degli “aerosol dispersi dagli aerei”..... Perché bruciando combustibile, il risultato è un aerosol. Non ci sono tanti modi di chiamarlo. Naturalmente tutte le volte che c'è la parola aerosol collegata a clima od aerei, si grida subito all'allarme od alla normalizzazione.

E' capitato anche col famoso accordo sul clima Italia Usa dove nei workpackage 6 e 7 si fa riferimento a studio ed osservazione di aerosol. Stanno studiando il clima e l'effetto dell'inquinamento su di esso, cosa dovrebbero guardare? E' ovvio che studino gli aerosol....

Gli aerosol più comuni sono: nuvole, nebbia, foschia, polveri vulcaniche, gas di scarico di mezzi di trasporto, gas di scarico di forni e caldaie, particolato atmosferico, getti di bombolette spray, alcuni estintori antincendio e via discorrendo.

Se si parla di clima e si parla di aerosol, quindi vuol solo dire che chi parla di clima sa quel che dice, non che ci siano ammissioni di alcun genere su scie chimiche e quant'altro. Giusto per chiarire.

venerdì 1 gennaio 2016

Svuotiamo l'oceano e controlliamo il clima!

Natale è passato. L'anno nuovo è incominciato. Alcune cose sono cambiate ed alcune no. Tra quelle che non sono cambiate, sembra che la credulità sulla faccenda Scie Chimiche, nonostante la marea di PROVE che si tratti di una sonora bufala siano state praticamente tutte indicate, non accenni a calare

Sono mesi che non scrivo, ormai disinteressato dalla faccenda scie chimiche, tanto chi viene a dir la sua e a mostrare le solite pluriennali foto di aerei che rilasciano scie (erroneamente presunte anomale) non è mai stato disposto a fare altro se non insultare o ridere pasciutamente di tutte le spiegazioni che gli sono state regalate. Dato che nessuno mi paga (checché se ne dica) ho lasciato perdere la questione. I soliti noti non hanno prodotto nulla di nuovo, se non la stessa roba trita e ri-trita ed a parte qualche nuova locuzione da aggiungere all'elenco ironico delle minacce ricevute, non c'è veramente nulla per cui valga la pena stare a continuare a divulgare.

Se non che, qualcosa di nuovo l'anno l'ha portato. Un caro amico mi ha regalato "What If" di Randall Munroe. Il suo stile ironico nel rispondere a domande assurde mi ha fornito un nuovo spunto, ed ho deciso quindi di scrivere uno spiegone in più. Non prometto un nuovo filone di articoli, anche se la scintilla che credevo morta e sepolta ha mostrato nuova vita.

1) Si può svuotare l'oceano con un cucchiaio?

Il fatto che una cosa sia "tecnicamente" possibile, non vuol dire che sia "realmente possibile".

Riguardo alla domanda in oggetto, la semplice e banale risposta, dato che la domanda non pone limiti di tempo e spazio, è si.

Considerando però le variabili in gioco: sul pianeta terra ci sono qualcosa come 1.400 miliardi di chilometri cubi d'acqua (e per fortuna!). Da questa dovremmo sottrarre la parte che partecipa al ciclo dell'acqua in atmosfera, ovvero 577.000 chilometri cubi, ma dato che è lo 0,000041% del totale la trascuriamo.

Ora un buon cucchiaio, corrisponde mediamente a 15 centimetri cubi. Si fa in fretta a capire quante cucchiaiate servano. Convertiamo 15 cm3 in km3 ovvero 0,000000000000015 km3. (1,5e-14)

Il numero di cucchiaiate è quanta acqua diviso la capienza del cucchiaio quindi 1,4e12 / 1,5 e-14 ovvero 93333333333333333333333333 cucchiaiate e un terzo.

Ammettendo di essere da soli e rapidi, e di fare 3 cucchiaiate al secondo, ci vogliono 986.526.861.717.120.469 di anni. Per intenderci è qualcosa come 71 milioni di volte l'attuale età dell'universo........

Pure se mettessimo tutta la popolazione terrestre a farlo sarebbe comunque un tempo improponibile.

E non abbiamo nemmeno pensato a dove metterla (dato che se la depositassimo sull'intera superficie terrestre copriremmo per intero la superficie con una quantità d'acqua alta più di 7 chilometri e mezzo.

Quindi, si può svuotare l'oceano con un cucchiaio? Sì, ma meglio non provare.

2) Si può controllare il clima?

Beh, questa domanda è un pelo più complessa. Il concetto di "controllo" è ampio e nel linguaggio comune (non in quello scientifico) il concetto di "clima" è ampio a sua volta. Per cui presupporremo alcuni tentativi di controllo non del clima ma semplicemente del tempo atmosferico nelle modalità che vanno per la maggiore nelle teorie complottiste.

Tentativo 1: togliere il sole ad una città.

Vogliamo provare a togliere il sole a Ravenna (città dove abito io) e vogliamo farlo per un tempo di un'ora, spruzzando polvere di Bario (o roba simile) in quota sopra la città.

La superficie di tutto il comune di Ravenna è 652 km2 ma la città da sola è molto meno soprattutto se si esclude l'intera zona industriale. Inoltre difficilmente si può, per quanto abili, creare una forma identica a quella della città, pertanto immaginiamo di inscriverla in un ipotetico cerchio. Fate qualche prova con google maps e scoprirete che riuscirete a farla stare tutta in un cerchio di approssimativamente 3 km di raggio, che fa una superficie totale di 28,274 km2

Ammettiamo di coprirla con una coltre di polvere alta (una volta addensata) 1 micron. Per fare ombra sulla città con quella densità occorrono 28 metri cubi di roba. Ad esempio nel caso di solfato di bario, si parla di 126 tonnellate.

Ci vuole un 747 Cargo con solo mezzo pieno di carburante per sollevarlo, ma comunque un solo aereo riuscirebbe a togliere il sole alla parte cittadina di Ravenna per una breve momento.

Aggiungiamo poi una considerazione: la terra gira ed il sole apparentemente si sposta. Spostandosi il sole si sposta anche l'ombra. Significa quindi che invece di fare un solo cerchio, il nostro aereo dovrebbe fare una strisciata. In un ora il sole si sposta di 360/24 ovvero 15 gradi. Se è vero che il cerchio di polvere lo facciamo a quota cumulo ovvero a 2 km di altezza, l'ombra per terra si sposta di 535 metri nel caso migliore ovvero col sole sulla verticale fino a 114 chilometri nel caso peggiore ovvero verso il tramonto, quindi occorre fare una strisciata in cielo invece di un solo cerchio, il che aumenta di 27 tonnellate di polvere per ogni chilometro di lunghezza della strisciata (ammettendo di farla identica al percorso dell'ombra). Si aggiunge una seconda considerazione, ovvero il vento. Il vento a quota cumulo raggiunge velocità tra i 40 e 50 km/h. Ipotizziamo un vento debole (20 km/h) nel caso migliore della giornata (il sole sulla verticale), per un'ora. Vien fuori che per coprire la città di Ravenna per un'ora servono 711 tonnellate di polvere e già occorrono 6 aerei (grandi come un 747 cargo... gli aerei ipotizzati dai complottisti quali i kc 135 ne tirano su meno, circa 90 tonnellate oppure gli A330 tanker 111 tonnellate).

Questi calcoli fatti in maniera spannometrica, sono validi per una quota di irrorazione di 2 km. Se calcolate che le reali scie che vediamo sono a 10 km di altezza, l'escursione dell'ombra risulta molto più rapida, e quindi la strisciata sarà più lunga di un fattore 5 in entrambe le direzioni. Per coprire la sola parte cittadina di Ravenna per un'ora nel caso migliore con un vento a 20 km/h (in quota non sono praticamente mai così lenti....) ci vogliono 7348 tonnellate di polvere circa, siamo a 60 aerei per una sola ora, nel caso migliore, per la sola città di Ravenna.

Ora, il Nord Italia è 3.500 volte più grande della sola città di Ravenna, e per ricrearne la forma ci vogliono 1356000 tonnellate di Solfato di Bario, senza tener conto dell'espansione dovuta al vento e dalla rotazione del sole (dato che per un po', interesserebbe solo i bordi.

In questo caso occorrono 10.400 aerei 747 cargo per spargere la suddetta polvere...................

Tentativo 2: non far piovere su di una regione.

(per questo tentativo, mi rifaccio ad un post di Mastro Cigliegia che trovate in http://strakerenemy.blogspot.it/2011/05/digital-video-for-dummies-lezione-1.html fra i commenti)

Prendo sempre la mia regione ad esempio, l'Emilia Romagna con i suoi 22451 km2. Ipotizziamo che sia coperta non troppo, una copertura nuvolosa tipica da 1/8 della superficie, ovvero 2806 kmq. Vogliamo impedire che questa piova, con l'uso delle scie chimiche. La tecnica ipotizzata dai complottisti è quella di usare del materiale igroscopico.

Facciam finta di usare Bario puro (perché un ossido di Bario assorbirebbe di meno) che a differenza della realtà reagisca più volentieri con l'acqua che con l'aria (ed in quel caso di nuovo assorbirebbe di meno)  e dimentichiamoci che l'idrossido di bario ottenuto a sua volta reagirebbe con l'anidride carbonica RESTITUENDO una molecola d'acqua, e grazie ai calcoli di Mastro Cigliegia consideriamo che 137g di Bario assorbono 180g di acqua.

Se i cumuli forniranno pioggia moderata, produrranno qualcosa come 5 mm di acqua che corrispondono a 5 kg d'acqua in un metro quadro, ovvero sia 5000 tonnellate d'acqua per chilometro quadrato.

Per asciugare la copertura di 1/8 di emilia romagna, occorrono quindi 10.662.800 tonnellate di Bario. Che vuol dire 96.060 aerei A330 tanker..........

Tentativo 3: controllare un temporale con le onde radio

Ammettiamo che le onde radio davvero possano far qualcosa ai temporali (per la cronaca, no non possono. L'unica cosa che si può fare è tentare di cambiare la temperatura di una nuvola e quindi farla evaporare o condizionare le masse d'aria scaldandole e lo si potrebbe fare spargendo microonde nell'atmosfera, ma anche qui è divertentissimo calcolare le energie in gioco....) e quindi vediamo di controllare un temporale, producendo uno scontro 1 a 1, ovvero di controllare una certa energia cinetica di un temporale che si sposta, con pari potenza in onde radio.

Questa cosa è pura fantascienza, nessuna macchina o sistema ha un rendimento così perfetto, giusto perché lo si sappia. Comunque: un temporale pesa qualcosa come 1.100.000 tonnellate d'acqua. Lo mettiamo in movimento non alla sua massima velocità (ovvero 80 km/h) ma un po' di meno, tipo 60 km/h.

L'energia cinetica di un oggetto si calcola moltiplicando la massa (in kg) per la velocità (in m/s) al quadrato e dividendo per due.  60 km/h sono 16,6 metri al secondo che elevati al quadrato (275,56) per 1.100.000.000 kg fanno 303.116.000.000 Joule.

Altrettanti quindi sono i watt necessari da emettere per controllare il temporale in questione. 303 GW istantanei. Dato che l'Italia produce in media 39,1 GW di potenza istantanea (dai 22 di notti ai 54 massimi di giorno) non basterebbe l'energia elettrica dello stato per un singolo temporale.


Mentre i complottisti continuano a credere che SERIAMENTE si possa controllare il clima, io spero sempre che un giorno qualcuno creda al complotto per svuotare l'oceano con un cucchiaio.

giovedì 7 maggio 2015

Prove in 3D - Prima parte



 Quando si parla di quote di aerei, si dice spesso che non si ha la possibilità reale di misurare (la battuta classica è "non sono andato/a lì col metro..."), dimenticandosi però, che con le possibilità di oggi, si può facilmente fare il processo contrario, ovvero predisporre una situazione analoga a quelle che vogliamo verificare, e vedere cosa salta fuori.

La prima cosa da fare, è munirsi di un programma di modellazione e rendering 3D, ed imparare a muoverci i primi passi. Ce ne sono di gratuiti molto potenti (vedi Blender), o anche a pagamento, che però si lasciano usare per 30 giorni (ad esempio 3ds Max).

Io nella mia serie di tentativi userò 3dstudio Max 2013

Dato che non c'è bisogno di imparare a modellare, ma solo di porre gli oggetti e verificare come appaiono in determinate condizioni, si può scaricare un modello di aeroplano già fatto, come ho fatto io. Ve ne sono molti, scaricabili gratuitamente per usi non commerciali.

Io ho trovato un modello 3D, di un airbus A330 con anche la livrea Quantas






Il quale, renderizzato (ovvero lasciando che il programma applichi le texture e calcoli la risposta della luce, ed il risultato dell'inquadratura), si presenta così



Nel programma, comincio ad impostare la scena, come voglio.

Pongo due aerei identici, uno affiancato all'altro, a 200 metri circa di distanza, l'uno dall'altro.



Creo un punto di ripresa (letteralmente, Camera), e scelgo l'obiettivo da utilizzare in mm. Userò un teleobiettivo dato che dovrò riprendere aerei in quota, quindi scelgo un 200mm, che come mi mostra il programma, corrisponde ad un angolo di campo di poco superiore a 5 gradi (considerando una macchina fotografica, a pellicola 35mm classica)



La camera la pongo 10000 metri SOTTO gli aerei, così da simulare la distanza di ripresa, come se stessero volando esattamente sopra di me.




E chiedo al programma di calcolare l'immagine che ne deriva.




Ora, così si presentano due aerei a 10000 metri di quota, ripresi con una macchina fotografica con un tele da 200mm, che però sono uno 200 metri sopra l'altro. Sfido chiunque a dire che ad occhio si vede che sono a quote diverse, e sfido sempre lo stesso chiunque a dire che si vede benissimo che sono alla stessa quota (dato che non lo sono).

Come sempre, basterebbe verificare. Se uno vuol farlo, come abbiamo visto, il modo lo trova sempre.

lunedì 20 aprile 2015

Io non ho foto di scie prima del XXXX

Questa è la prova più schiacciante, secondo gli sciachimisti, che le scie di condensa persistenti, ci sono solo negli ultimi anni.

Il fatto però, che non si sia in grado di determinare bene da quanti anni ci sono queste scie, è come sempre una delle riprove che l'affermazione qui sopra, non vale come prova.

Ma vado nello specifico.

Ho avuto una discussione con un credente delle scie di recente,  che chiameremo UNO (nome di comodo), che afferma di aver visto aerei bassi rilasciare scie in espansione, nella sua vallata dalle parti di Genova, solo da ottobre dell'anno scorso (quindi fine 2014). Che lui si è da sempre sdraiato sul quel prato, che ha sempre fotografato il cielo, e non ha mai visto scie in espansione. Lo proverebbe  il fatto che non possiede foto di scie antecedenti a quella data.

Ora, il fatto che questa non è una prova, lo dimostrano gli sciachimisti stessi.

Prima di discutere con lui, ho discusso almeno con altri due liguri (che chiameremo DUE e TRE), che affermavano che in ligura, certe scie si vedono solo negli ultimi 5 anni. Che loro non hanno foto prima di 5 anni. Però, se loro hanno foto di scie in ligura e nel genovese, dal 2010, come mai UNO non le ha? Quindi DUE e TRE stanno mentendo? No assolutamente!

Quindi, per il momento mi vien da dire che UNO non ha foto antecedenti al 2014 solo perché ha cominciato a fotografare le scie, da quando le ha notate.

Ma DUE e TRE, non tengono conto del lavoro di alcuni ricercatori indipendenti, della zona sanremese, che chiameremo QUATTRO e CINQUE, che hanno notato il fenomeno a loro dire, dal 2005. Loro non hanno foto, antecedenti al 2005, di scie.

Questo però, smentisce DUE e TRE: come mai, QUATTRO e CINQUE, hanno foto di scie antecedenti quelle di UNO, DUE e TRE? SI vede che DUE e TRE, hanno foto di scie, solo da quando han cominciato a notarle.

Ma QUATTRO e CINQUE, pubblicano spesso articoli e testimonianze di altri. Se cercate bene, c'è almeno una persona da loro citata (che chiameremo SEI), che dice di aver foto di scie, dal 2002, anno dell'accordo Berlusconi-Bush. Quindi SEI, smentisce UNO, DUE, TRE, QUATTRO e CINQUE.

A questo si aggiunge che QUATTRO E CINQUE, affermano di aver VISTO (non solo fotografato, ma proprio visto..) la loro prima scia nel 2005.

Sono smentiti a loro volta, da tutti gli altri complottisti, che spesso dicono la frase : "Io me le ricordo bene, le scie di condensa. Le guardavo sempre da piccolo/a, e svanivano in un paio di minuti"

Se loro le vedevano da sempre (ed in genere si parla degli anni '70 o '80), vuol dire che QUATTRO e CINQUE, non sono assidui osservatori del cielo.

Ma tornando alle persistenti, SEI a sua volta, ignora la testimonianza di SETTE, altro credente sciachimista, che ha fotografato alcune scie in espansione, nel 1987...

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDdEBie9dKIUbuSaOBoYNfBj-_R5-L3X5XsjrSj3bopDGiMaeH2zAzFUW0n5Zau5KoZT_1kLGqG14z2PMdgWeH0VgTLSY6Vu6gZa0scvrOaxg1zXiaJPkiAT3eqxeyAYt0sNfIGjxfmTab/s1600/1987.jpg



Ognuno di loro, ha foto di scie, da quando ha comciato ad interessarsene.
Ognuno di loro, smentisce la prova del precedente.
Questa considerazione dovrebbe bastare a capire, che i primi che dovrebbero osservare il cielo, sono proprio gli sciachimisti. E magari capire, che non aver foto di scie prima dell'anno XXXX non prova granché.

Nota 1: Quattro e Cinque, affermano anche che sarebbe, impossibile vedere una scia di condensa reale, perché ad 8000 metri o più, non si vedrebbe. Affermazione questa, che cozza con quanto detto da molti altri sciachimisti, che dicono di aver osservato prima del 2000 (o altro anno a piacere) le scie di condensa vere, che svanivano in un minuto o due. Se erano vere, erano ad 8000 metri o più, ma loro le vedevano lo stesso, checché ne dicano QUATTRO e CINQUE.

Nota 2: Come già asserito, ha più importanza una testimonianza che dice di aver visto, che cento testimonianze che dicono di non aver visto. Se chiedete ai plane-spotters, o ai tecnici del traffico, o agli astrofili di vecchia data, o ai meteorologi, o ai piloti, tutti vi dicono che le scie le hanno viste ben prima del 1995. Ma naturalmente questo, per gli sciachimisti, non conta nulla.

domenica 4 gennaio 2015

Su la testa, ovvero: osserviamo DAVVERO il cielo - parte 5

5) Traffico aereo

Una comune affermazione degli sciachimisti, è che alcuni giorni non si vedono passare gli aerei che rilasciano scie, altri invece è pieno. Altri affermano, che spesso è "lo stesso aereo che va avanti e indietro".

Quando poi mi dicono di essere degli osservatori del cielo, a questo punto io entro da subito in modalità dubbiosa.

Un'osservazione pedissequa e costante del cielo, mostra proprio l'opposto. Mostra che il traffico aereo c'è tutti i giorni. Bene o male è costante tutti i giorni. E soprattutto è fortemente ciclico.

Non è facile osservarlo, quando il cielo è privo di scie. Questo è normale, dato che il liner più grande che c'è, ovvero un A380, che viaggia a 10000 metri, sopra la nostra verticale, e quindi al massimo della sua grandezza ottica, è grande poco meno di mezzo grado (la Luna Piena è mezzo grado), mentre il campo visivo sopra la nostra testa è svariate decine di gradi.

Se non lo stai cercando, non lo noti. Mentre è ovvio che l'opposto è facilissimo, ovvero con una scia ampia decine di gradi, in cielo, individuabile istantaneamente, è molto più facile vedere l'aereo che ci sta davanti, la scia stessa te lo indica.

Trovare un aereo in cielo, è difficile anche per la cosiddetta "miopia da campo vuoto" ( vedi anche http://www.manualedivolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1575:quel-puntino-nel-blu&catid=57:pilota-oggi&Itemid=81 ), ovvero quando guardi un cielo azzurro senza riferimenti, un campo blu senza niente da vedere, l'occhio non mette a fuoco l'infinito, ma va in posizione di riposo e mette a fuoco ad un metro o poco più. Per cui scorgere un aereo senza scia, passivamente è già difficile di suo, se poi non lo si sta cercando, è quasi impossibile da vedere.

Per questo, consiglio sempre chi osserva il cielo, di utilizzare flightradar24 o planefinder.net e poi andare a verificare i segnali radar che si vedono li sopra, piuttosto che solo il contrario. Una REALE osservazione del cielo, mostra proprio che il traffico è bene o male sempre lo stesso, come quantità e intensità. Varia lungo i mesi e lungo le stagioni, piuttosto che da un giorno all'altro. Voglio ricordare che è stata proprio l'osservazione costante del traffico aereo che ha portato uno dei principali fautori della teoria scie chimiche, a ricredersi ( http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://www.sciechimiche.org/forum/viewtopic.php?t=3071 )

Se poi avete la fortuna di essere in prossimità di una aerovia, proprio l'osservazione continua del cielo, aiuta a confutare che le rotte non siano quelle ufficiali. Sopra la mia officina ad Imola, passa un'aerovia. Spesso, le scie appena formate sono esattamente sopra il luogo in cui lavoro, quando ci sono le condizioni per la formazione.

Infine, mai come questa volta, consiglio di utilizzare almeno un binocolo per osservare gli aerei che passano. Un buon binocolo aiuta ad evitare i problemi di contrasto ottico, dell'espansione del bianco e permette di vedere particolari che spesso ad occhio nudo non si notano, ovvero che le forme e le dimensioni degli aerei che passano sono diverse (non è sempre "lo stesso aereo che va avanti ed indietro") e che anche se da sotto molti aerei sono bianchi, con un po' di fortuna ed attenzione si riescono a notare i colori degli impennaggi di coda, e questo smonta anche che siano aerei bianchi e senza insegne.

Insomma, basta alzare la testa, ed osservare.